Benevento

I deterrenti funzionano. Lo dice il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che nel suo mandato sta puntando forte su due fattori: l'integrazione, con il coinvolgimento dei migranti nelle attività cittadine, e il no al gioco d'azzardo. Gori ha infatti messo in campo una normativa stringente contro slot e video poker.
Normativa che funziona:  il dato 2016 evidenzia nel capoluogo una contrazione del -11,4%, diminuzione 11 volte superiore a quella della provincia (sul quale ovviamente incide fortemente il risultato del capoluogo), che si attesta al -1%. A Bergamo diminuzione del -7,8% anche della raccolta su Gratta&Vinci(19.714.342 euro).

I dati registrati a Bergamo evidenziano trend molto positivi rispetto ai dati della Provincia di Bergamo e di Regione Lombardia: mentre le VLT registrano crescite che sfiorano il 6% sul territorio provinciale, a Bergamo l’incremento è di 5 punti percentuali sotto il dato provinciale, pari al 1% (con una raccolta fisica di 155.146.316 euro nel 2016, dati provvisori Monopoli di Stato.

Nel Sannio la mobilitazione contro le slot e il gioco d'azzardo la sostiene la Caritas: con la campagna #noazzardo viene fornito un adesivo con Sabiria, una bimba dai capelli rossi, che certifica che in quella attività non ci sono slot, né video poker, né si vendono gratta e vinci.
Emblematico fu il caso di Carmelo Poalozza, di Baselice, titolare di un pub che ha rinunciato a migliaia di euro per etica, stanco di veder persone giocarsi lo stipendio alle macchinette.

Per quanto attiene ai numeri, ad oggi non ci sono dati nuovi riguardanti Benevento, gli ultimi sono quelli già analizzati tempo fa da Ottopagine, che parlavano di 336 milioni di euro giocati in un anno: 1400 euro pro capite, in pratica due stipendi mensili.
Nell'ultimo anno in Campania la raccolta è aumentata, e di tanto, così come il numero di slot e videopoker.
Sul caso si è pronunciato Angelo Moretti, coordinatore Caritas diocesana, da tempo in prima linea contro l'azzardo: “Il caso di Bergamo è la dimostrazione si può intervenire. A breve avremo anche noi i dati di Benevento, che dovrebbero essere trasparenti, e faremo il punto. Da Bergamo e dal sindaco Gori arriva l'evidenza che quella dell'azzardo è una piaga che si può ridurre, per farlo ci sono due strade: o si attende l'intervento del governo centrale o si agisce subito, a livello locale”.

L'azzardo sta complicando la già precaria situazione del Sannio: “Va detto che Benevento non è Bergamo: qui il reddito è bassissimo – dice Moretti – e molte persone stanno dando fondo ai propri risparmi buttandoli nei videopoker, questo creerà un disastro a cui se ne aggiungerà un altro. E' chiaro che prima o poi arriverà una stretta dal Governo sul gioco: tutte le persone che stanno aprendo bar lo fanno per metterci dentro slot, che garantiscono i guadagni, inoltre sono in molti quelli che aprono sale slot tout court...che fine faranno quando arriverà questo giro di vite? La verità è che si sta drogando il tessuto economico della città e della provincia...ed è pericolosissimo”.

Cristiano Vella

Secondo Moretti i mezzi per contrastare l'azzardo ci sono tutti: “Gori dimostra che il gioco si può limitare, il comune di Anacapri ha vinto il ricorso prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, dunque la tesi che non si possa far nulla è falsa perché si è creata anche la giurisprudenza del caso...serve volontà”.