di Andrea Fantucchio
Che molti piccoli comuni possano scomparire, a causa dell'emigrazione, non è una novità. Se ne parla da tempo, purtroppo. Ma l'allarme lanciato dal ginecologo del Moscati di Avellino, Cristofaro De Stefano, fa a pezzi un luogo comune radicatosi negli anni: Campania terra giovane.
Spiega l'esperto: «Quest'anno per la prima volta l'indice di fecondità campano è inferiore al resto d'Italia. E' caduto, insomma, il mito della Regione dove si fanno molti figli. Una quadro dovuto a tanti fattori: a partire dalle scarse opportunità lavorative. Che spingono tanti ad andar via. Aggiungiamoci l'assenza di un'immigrazione di ritorno che bilanci il dato e il risultato piuttosto sconfortante è servito. A Nord chi andava fuori poi tornava. A Sud non è così, purtroppo. Da tempo».
Ieri, approfittando della giornata dedicata alla cura della donna, De Stefano ha consegnato una lettera alla presidente del Consiglio Regionale, Rosetta D'Amelio. Affinché Palazzo Santa Lucia metta al centro della propria agenda la risoluzione di uno spopolamento che appare sempre più drammatico
Ma è davvero possibile invertire il trend?
Per De Stefano: «In questo momento la situazione è critica. Le faccio un esempio. Vada al supermercato. Si renderà conto che lo spazio occupato dal cibo per cani è molto di più rispetto a quello dove trova i pannolini. E non si spiega solo col fatto che ci sono tanti amanti degli animali. Semplicemente: si fanno meno figli».
«Le faccio – continua - un altro paradosso. Domani qualcuno decide di affidare le sorti della Regione a un manager. E lui inizia a trattare la Campania come un'azienda orientata al profitto. Sa quali servizi taglierebbe subito? Esatto: proprio quelli destinati a neonati e bambini. Una minoranza, anche in prospettiva. Ovviamente questo è solo un esempio estremo. Ma le fa capire perché intervenire ora è fondamentale».
I dati Istat relativi alle nascite confermano le parole dell'esperto. Per tutta la penisola italiana a onor del vero. Nel 2016 le nascite sono stimate in 474mila unità, circa 12mila in meno rispetto all’anno precedente. La riduzione osservata è del 2,4%.
Il numero medio di figli per donna è in calo per il sesto anno consecutivo. Con la meda di 1,34. Inoltre aumenta l'età in cui le donne hanno un bambino. L'incremento ritenuto più rilevante dagli analisti è quello che rientra nella fascia d'età fra i 35 e i 39 anni.
Se a questo aggiungiamo un'emigrazione che si mantiene costante, e una crescita di ultranovantenni e centenari, la situazione appare sempre più delineata. Con la Campania terra di pensionati, meno appetibile non solo per gli emigrati ma anche per i giovani che qui crescono e non vedono l'ora di fuggire.
Ovviamente i paesi che dovrebbero risentire prima sono quelli dell'entroterra: Alta Irpinia, Fortore, Cilento. Ma, come rivelano le parole di De Stefano, anche le città non sono al sicuro.
Conclude l'esperto: «Avellino secondo lei spinge qualcuno a restare? C'è lavoro? E' una città bella? Esatto. Lo stesso discorso vale per tanti centri urbani. Per questo bisogna intervenire ora. E la politica che rappresenta i bisogni dei territori deve prendersi in carico la questione».