Salerno

Esattamente 12 anni fa, allo stadio Arechi, si affrontavano Salernitana e Bari, sfida fondamentale in ottica salvezza e che riservò moltissime emozioni ai 10mila dell'Arechi. Prima dell'ingresso in campo delle due squadre, i gruppi ulras granata e biancorossi si ritrovarono sul rettangolo verde per rinnovare lo storico gemellaggio, un clima da brividi scandito dal coro "Chi non salta è napoletano" e dalla sciarpata dei 50 tifosi della Reggina giunti a Salerno per l'occasione. Sul campo fu partita vera, ricca di occasioni da gol e di capovolgimenti di fronte.La Salernitana di Gregucci, reduce da una lunga serie di risultati positivi, ma ormai abbonata al segno X tra le mura amiche, iniziò il match a ritmi bassi e con tanti errori difensivi, un'anomalia per una squadra quasi invulnerabile per gran parte del girone d'andata. Dopo aver sbagliato l'impossibile, gli ospiti si portarono in vantaggio con un guizzo di Santoruvo, preludio alla grandissima reazione dei padroni di casa. Prima Gillet volò all'incrocio per deviare in angolo un tiro di Palladino, poi Molinaro realizzò la prima rete tra i professionisti con un missile rasoterra su assist di Ferrarese. Nella ripresa il dominio della Salernitana sfociò nel gol del 2-1: bravissimo Gillet a respingere il penalty di Palladino, ancora più bravo il bomber di Mugnano a ribadire in rete da pochi passi per la gioia del pubblico presente. Neanche il tempo di esultare che il Bari raggiunse il pareggio, sempre dagli undici metri: l'arbitro De Marco, non nuovo a errori grossolani a danno dei granata, punì un intervento sul pallone di Polenghi indicando il dischetto, Carrus non si fece intimorire dai fischi della Sud e ristabilì la parità. 

Gaetano Ferraiuolo