Sono 18 i precedenti in gare ufficiali tra Salernitana e Bari: 17 in campionato e uno in coppa Italia, senza contare l’amichevole del 2005 che battezzò la neonata società di Lombardi (i granata persero inesorabilmente per 3-0 a cospetto di un avversario di categoria superiore) e quella dello scorso anno terminata 0-0. Il bilancio è complessivamente favorevole: 8 vittorie per la Salernitana, 5 pareggi e altrettante sconfitte, con 25 gol segnati e 21 subiti. La prima gara in assoluto è storia degli anni Quaranta, nel campionato misto A-B: al “Vestuti” i padroni di casa persero per 3-2 al termine di una sfida rocambolesca, piuttosto nervosa e ricca di capovolgimenti di fronte dal primo al novantesimo. 5 1-0 consecutivi permisero alla Salernitana di riscattarsi nelle stagioni successive: indimenticabili i gol di Sestili e Marchi rispettivamente nel 1965 e nel 1974, anno in cui le due tifoserie iniziarono a stringere un rapporto di grande amicizia e rispetto reciproco che sfocerà nel gemellaggio. L’ultima sfida in assoluto al Vestuti è datata febbraio 1983, purtroppo coincisa con un pesante ko: pur giocando una discreta partita specialmente nel primo tempo, la formazione locale perse per 1-2 pagando a caro prezzo un errore difensivo che favorì l’inserimento vincente di De Trizio a 8 minuti dalla fine.
Tutt’altra storia all’Arechi, teatro dello 0-0 del 1996 (grande festa sugli spalti) e dell’1-1 in coppa Italia che fece da preludio all’eliminazione dei campani: al gol del compianto Ingesson (scomparso prematuramente due anni fa) rispose Edoardo Artistico, indimenticato numero 9 che contribuì alla successiva promozione in A. In massima serie, dinanzi a 34mila spettatori, il match terminò 2-2 e fu scandito da polemiche e malumori. Salernitana in vantaggio immediatamente grazie a una bellissima rete di Vannucchi su assist di Chianese, pareggio al 33’ degli ospiti grazie a Osmanovsky, bravo a sfruttare un traversone dalla destra di un giovanissimo Zambrotta e a battere l’incolpevole Balli. Vietati ai deboli di cuore i secondi 45 minuti: anche grazie alla superiorità numerica, la Salernitana raddoppio grazie al primo gol italiano di Drazen Bolic, abile a trafiggere Mancini e a far esplodere di gioia il pubblico granata. Al 90’ accadde l’incredibile: Chianese, a porta praticamente vuota (e forse in posizione irregolare) calciò clamorosamente tra le mani del portiere, sul capovolgimento di fronte il Bari trovò l’insperato pareggio con Knudsen in evidente posizione di fuorigioco. Al 94’, mentre l’arbitro stava fischiando la fine della sfida, i pugliesi sfiorarono addirittura il tris, ma Breda salvò prodigiosamente sulla linea evitando la beffa finale.
Due sconfitte su due nelle stagioni 2001-02 e 2002-03: nel primo caso una Salernitana senza obiettivi perse per 3-2 (diciannovesimo centro per Vignaroli, nella ripresa super Spinesi), nel secondo la gara terminò 1-2 nonostante l’iniziale vantaggio granata con Stendardo, un ko che valse la quasi aritmetica retrocessione in C1 prima del ripescaggio. Nelle ultime annate targate Aliberti arrivarono una vittoria e un pareggio: 2-0 nel 2003 (super Di Vicino, autore di una doppietta), 2-2 nel 2005 con reti di Santoruvo, Molinaro, Palladino e Carrus, grazie a un rigore inesistente fischiato dal signor De Marco di Chiavari. Il precedente con Lombardi è ben noto anche alle autorità giudiziarie: si stabilì, infatti, che il 3-2 finale della Salernitana fosse stato “decretato” a tavolino. Sulla panchina dei galletti c’era Antonio Conte, fu l’ultimo gol di Di Napoli con la maglia granata. L’anno scorso, invece, tutti ricorderanno il beffardo 3-4 finale: sotto di due reti, la Salernitana riuscì a pareggiare grazie a Coda e Donnarumma, ma fu castigata da Dezi complici gli erroracci di Andrea Rossi e Pietro Terracciano. Da brividi la coreografia della Sud, qualche battibecco negli altri settori dettato dall’esultanza sfrenata dei 5mila baresi giunti a Salerno.
Gaetano Ferraiuolo