Avellino

 

di Siep

Parentopoli e sprechi nella sanità campana, il dossier dei Verdi presentato dal consigliere Borrelli fa tremare il sistema sanitario campano, svelando meccanismi che desterebbero più di un sospetto. I Verdi presentano un dossier e un esposto in Procura sull’uso dei lavoratori interinali e i legami familiari riscontrati da un'indagine a campione fatta in molte aziende del sistema.

Nessun dubbio per il consigliere Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità in Regione, in conferenza stampa al Gambrinus per illustrare quanto emerso granzie alla attiva collaborazione di associazioni di categoria come il Movimento infermieri campani e professioni sanitarie rappresentato da Fabio Gentile, dal vice presidente, Giovanni Petrilli, e dalla delegata Oss, Michela Cacace.

Quanto emerso restituirebbe un quadro a tinte scurse: Il 70 per cento degli assunti tramite le agenzie interinali sarebbero parenti di infermieri, amministrativi e medici degli ospedali o delle Asl dove lavorano: emerge dal dossier.  "Stando al controllo dei primi 100 nomi di interinali assunti a chiamata diretta, senza alcun concorso, - sottolinea Francesco Emilio Borrelli dei Verdi - ben 71 hanno parentele ed è giusto capire se si tratti solo di un caso o se sia stata messa una vera e propria parentopoli". "Siamo ancora al lavoro - prosegue Borrelli - per trovare tutti i legami degli assunti dalle agenzie interinali, ma i primi dati, relativi all'Asl di Caserta, all'ospedale di Caserta e all'azienda ospedaliera dei Colli, ci hanno restituito una situazione sulla quale è necessario l'intervento della Magistratura per fare chiarezza. Ci sono anche dei casi eclatanti come quello di un sindacalista dell'Asl casertana che vede lavorare nella stessa struttura anche i due figli, il fidanzato della figlia e l'ex fidanzata del genero». 

Sono centinaia gli infermieri utilizzati in Asl e ospedali della Campania tramite agenzie interinali selezionate con bandi e avvisi pubblici. Un modo per dare risposte al blocco del turn-over dovuto al Piano di rientro della spesa per il buco nero degli anni passati della sanità campana. I numeri parlano di 180 unità impiegate nell’azienda dei Colli (Monaldi, Cotugno e Cto), 71 al Cardarelli in corsia da oltre tre anni (oggi scesi a 68), ma a decine e decine se ne contano anche a Caserta (Asl e ospedale), al Santobono, alla Asl Napoli 2 nord, ad Avellino e nelle altre province.

Ciò per evitare vuoti di organico. Ma secondo i Verdi al danno si sommerebbe anche la beffa: ci sarebbe anche una lievitazione dei costi.