Al netto di una classifica deludente rispetto alle aspettative iniziali, il Frosinone è indubbiamente una corazzata per la categoria. Pur avendo dilapidato un rassicurante +5 sulle seconde ritrovandosi a inseguire Verona e Spal, la compagine gialloblu è, per organico, una squadra in grado di vincere con chiunque e su qualunque campo, pur avendo palesato qualche difficoltà lontano dalle mura amiche del "Matusa". In trasferta, infatti, lo score parla di 6 vittorie, 7 pareggi e ben 6 sconfitte, troppe per un top club come quello ciociaro: 18 i gol segnati (non tantissimi), 19 quelli subiti, ma pesano moltissimo le vittorie conseguite sui campi di Cittadella, Novara e Spal, scontro diretto che sembrava aver chiuso i giochi promozione diretta, ma che ha rappresentato soltanto un'illusione. Tornando al Frosinone, in panchina siede un elemento esperto come Pasquale Marino, reduce da qualche esperienza non propriamente esaltante in cadetteria e chiamato a dimostrare con i fatti di essere ancora un ottimo allenatore. Dopo il gol siglato contro lo Spezia, tutta la squadra è corsa ad abbracciarlo, segnale evidente dell'unità d'intenti tra spogliatoio e staff tecnico; un terzo posto, però, non rappresenterebbe certo un grande risultato e metterebbe a repentaglio il salto di categoria.
Tra i pali ci sarà Bardi, giovane talento italiano a caccia della definitiva consacrazione che anche quest'anno ha alternato partite da applausi a errori grossolani. Stravinto il ballottaggio con la bandiera Zappino, Bardi proverà in tutti i modi a riconquistare la massima categoria e scenderà in campo dal primo minuto in uno stadio difficile come l'Arechi. In difesa toccherà al leader Ariaudo, uno dei migliori centrali della categoria e pezzo pregiato della rosa gialloblu. Al suo fianco riconferma in vista per Kraync e Terranova, in inverno accostato anche alla Salernitana e protagonista assoluto di questo girone di ritorno. Possibile anche il rientro di Matteo Ciofani: in quel caso Marino potrebbe optare nuovamente per quel 4-3-3 che, da sempre, ha rappresentato il suo marchio di fabbrica. Il centrocampo, invece, è un mix di muscoli e qualità: Gori è il più in forma della squadra e contro lo Spezia ha meritato un 7,5 in pagella, Sammarco e Maiello sono i due mastini "macinachilometri" chiamati a recuperare palloni in ogni zona del campo, persiste il ballottaggio tra l'ex Soddimo e Mazzotta, ma non è da escludere un rientro tra i titolari dell'esperto Frara. In avanti inamovibile il tandem Dionisi-Ciofani, con Mokulu pronto a entrare in corso d'opera garantendo fisicità e dinamismo. Un Frosinone, dunque, che vuole ancora credere nella promozione diretta: l'impresa passa inevitabilmente dall'Arechi di Salerno...
Gaetano Ferraiuolo