di Marco Festa
“Mi piacciono i derby, mi piace la rivalità. Qui ci sono due derby da giocare: meglio che uno.” Giovedì 1° settembre 2016: Matteo Ardemagni, appena acquistato dall'Avellino, si presentava così ai suoi nuovi tifosi; carico a mille per l’inizio della sua avventura in biancoverde, non di meno per la possibilità di giocare contro Benevento e Salernitana.
Già, perché il bomber milanese si esalta in partite così; con la pressione a mille, con il peso delle responsabilità da scrollarsi di dosso con gol pesanti: per Ardemagni non si tratta solo di teoria. L'odio sportivo nei suoi confronti dei tifosi della Ternana è direttamente proporzionale all'amore che si è guadagnato da parte di quelli del Perugia per il ruolo da protagonista che è stato capace di ritagliarsi nel più sentito dei derby umbri: nella scorsa stagione, rigore guadagnato e trasformato al “Liberati", con tanto di macchina fotografica presa in prestito per un selfie con la torcida biancorossa alle spalle. Un'esultanza che fece il giro di tutta l'Italia.
Chiedete poi ai tifosi del Modena se ricordano la doppietta con cui “ciuffo biondo”, così come lo ha ribattezzato il popolo del web, rimontò il Sassuolo, lanciatissimo verso la Serie A, nella per loro indimenticabile serata del maggio 26 aprile 2013. Non basta? Nel girone d’andata, alla vigilia di Natale, sotto l’albero lo scalpo della Salernitana. Occhio, però, perché non è sempre festa e c'è pure da cancellare la sostituzione, proprio contro il Benevento, un girone fa, che lo mandò su tutte le furie.
Retroscena: si racconta che Ardemagni abbia gioito, e non poco, nel momento in cui ha saputo che il giudice sportivo lo ha squalificato per una sola giornata dopo il rosso diretto col Cesena. Lui, che la scorsa estate era finito pure nel mirino dei sanniti, ma che calcherà il manto erboso del “Vigorito” da avversario, è nato per incontri così. In cui c'è bisogno di un po' di sana follia. Qualcosa che nel repertorio del 33 irpino non manca, di certo.