di Andrea Fantucchio
E' nata Doze, la prima web serie tutta avellinese che ha già conquistato il web. Un vero fenomeno social. Con migliaia di visualizzazioni su Facebook. Senza considerare l'interesse crescente generato dal progetto. Frutto di creatività, abilità, competenze di giovani avellinesi. Che oggi abbiamo intervistato. (Clicca sulla foto di copertina e guarda le tutte le interviste. Riprese di Enrico Coppola). Per vedere la serie l'appuntamento è ogni lunedì alle 21.30. Su questa pagina Facebook.
La ciurma di Doze ha letteralmente invaso lo studio di Ottopagine e Ottochannel. Con ironia e carica i ragazzi hanno subito spiegato il loro progetto.
Samuele di Marzo: «L'idea è cresciuta in poco tempo. Avevo in mente il soggetto. Poi abbiamo messo insieme la squadra: è stato facile capirci. Ci frequentiamo anche fuori dal set. C'è intesa. Abbiamo scelto Facebook perché arriva a tante persone e permette di fidelizzare il pubblico alla nostra pagine. Le risposte degli utenti permettono di tarare le puntate sui gusti degli spettatori».
Carmine Laudato: «Doze vuol dire dormiveglia ed è il riferimento al progetto che i medici portano avanti per svegliare i pazienti in coma»
Alessandro Festa spiega l'importanza del social network: «Facebook è un mezzo estremamente diretto. Che permette di raggiungere tanto pubblico. In modo trasversale. E' stata straordinaria la risposta che abbiamo avuto».
Alfonso Strummolo ci parla dei luoghi della web serie: «Posti di Avellino. Intendiamo valorizzare luoghi della città in cui viviamo. Mostrandoli in ottica differente. E poi rende tutto più autentico: sono i posti che viviamo. Che ci appartengono».
Focalizziamoci sui ruoli nella serie.
Emanuele Mangialomini: «Alcuni di noi hanno avuto esperienze teatrali a scuola. Che poi hanno permesso di partecipare a un concorso nazionale».
Francesco Rosa: «Il mio personaggio è molto semplice. Il medico che dà inizio a questa operazione»
Marco Pagano: «Nella serie di fatto sono sempre in maschera. Non appaio mai. Quindi per consolarmi ti dico che non ho modelli cinematografici (ride ndr)»
Sorridente e simpatico anche Giuseppe Cavaliere: «Non sono forse il più indicato a parlare dei messaggi della serie (sorride ndr). A parte gli scherzi: il mio è un personaggio per così dire negativo. Da evitare. Consuma droghe. E lo fa abitualmente».
Il progetto come vi abbiamo detto ha raccolto molti consensi sul web. E ora non si esclude possa partecipare a concorsi nazionali. Senza dimenticare il Laceno D'oro. Il festival nostrano dedicato al cinema neorealista. Sai che bello se i ragazzi vincessero il premio dedicato a Camillo Marino per poi spiccare il volo?
Un sogno? Certo. Ma non comincia sempre tutto così?