Salerno

Quella di domani sera sarà una delle partite più importanti della gestione Lotito-Mezzaroma, ultima occasione per trasformare un grande sogno in una piacevolissima realtà. A cospetto di un Frosinone tecnicamente più forte, ma già asfaltato all'andata, la Salernitana si giocherà il tutto per tutto, consapevole di avere le carte in regola per vincere contro chiunque pur in formazione largamente rimaneggiata. Dispiace registrare che, contrariamente a quanto accade di solito a Salerno, stavolta il grande evento sportivo non sia accompagnato dal consueto clima di entusiasmo collettivo capace di coinvolgere e trascinare anche chi, di solito, vive le partitte di calcio con meno trasporto. Per battere il Frosinone, per sognare i play off, per dare un senso alle ultime tre giornate di campionato è fondamentale che l'Arechi si comporti...da Arechi. Non è retorica, ma la realtà dei fatti: il pubblico granata, quando vuole, sa essere davvero il dodicesimo e il tredicesimo uomo in campo, quella componente imprescindibile capace di spostare gli equilibri e di spingere il pallone nella porta avversaria. 

Il dato della prevendita è deludente, bel al di sotto delle aspettative: circa 3300 biglietti venduti, di cui 300 su sponda ciociara, numeri tutt'altro che in linea con le potenzialità di una piazza che ha già dimostrato tanto, ma che domani sera è chiamata a superarsi. Perchè per vincere c'è bisogno proprio di tutti: degli ultras, dei gruppi organizzati, dei tifosi con i capelli bianchi, dei giovani che rappresentano il futuro, delle donne, delle famiglie, della provincia, dei simpatizzanti, degli "occasionali", di tutti coloro che hanno voglia di partecipare a una gara diversa dalle altre e che si potrà vincere soltato giocandola insieme, senza sterili polemiche dettate da antipatie personali che servono veramente a poco. Queste persone (forse non riconducibili al mondo del tifo), ne siamo certi, non aspettano altro che le sconfitte della Salernitana per attaccare Lotito, Mezzaroma, Fabiani, Bollini, i giocatori e chi ci ha sempre creduto. Sono le stesse che saliranno sul carro in caso di successo domani sera, senza neanche avere il coraggio di chiedere scusa. Chi vuol bene al cavalluccio marino per davvero, invece, le polemiche, le prese di posizione e gli antagonismi li mette da parte in nome dell'obiettivo comune che era, e resta, spingere la Salernitana quanto più in alto possibile.

L'appello, stavolta, è diverso: non il solito "tutti allo stadio" (con il quale comunque abbiamo aperto il nostro articolo cercando di creare un minimo di entusiasmo in più, questa società lo merita ampiamente), ma un più efficace "chi va allo stadio tifi più del solito", quasi a voler parafrasare quel coro della curva che dice "se tu sei venuto qua, sei venuto per cantar". Se poi dovesse andar male, non ci sarà il rimpianto di non averci nemmeno provato. In 90 minuti si può scrivere la storia o, almeno, si può sognare ancora. Insieme, senza paura o malumori. Senza mugugnare al primo passaggio sbagliato. Senza invocare sostituzioni dalla tribuna. Senza pensare troppo a ciò che è stato e a quello che sarà. 90 minuti di simbiosi, come una volta. C'è da tutelare la Salernitana: di tutto il resto se ne parlerà da metà maggio in poi. E allora forza granata, forza curva Sud, forza principe degli stadi: il fattore dodicesimo può contare più di ogni altra cosa!

Articolo a cura di Maurizio Grillo e Gaetano Ferraiuolo