Nell'epoca dei social tutti, ma proprio tutti, si divertono a parlare di calcio, talvolta creando volutamente continui malumori accanendosi contro questo o quel personaggio anche a costo di violare la legge. Uno dei difetti più facilmente riscontrabili in una parte di internauti che professa una fede granata (e che spesso non vede l'ora che la Salernitana perda per dar libero sfogo alla propria rabbia) è quello di giudicare in largo anticipo chiunque, senza prova d'appello e senza aspettare il responso del campo, unico giudice insindacabile e supremo. Ci piacerebbe molto postare in quest'articolo le centinaia e centinaia di commenti giunti alla nostra redazione un minuto dopo la chiusura del mercato invernale, quando tanti tifosi accusarono la società di Lotito e Mezzaroma "invidiando" quanto accaduto in altre piazze. L'erba del vicino è notoriamente sempre più verde e, ancora oggi, una fetta di pubblico continua a sminuire il miracolo sportivo della proprietà e i meriti della dirigenza, ma i fatti hanno dato ancora una volta ragione alla Salernitana.
Quei tifosi che contestavano l'avvento di Bittante, Gomis, Minala e Sprocati rimpiangendo quel Crimi che a Cesena fa la panchina (e che era sconosciuto ai più fino a mezz'ora prima del mancato accordo), indicavano nel Bari la regina del mercato invernale. "Lotito prenda esempio, chi vuole vincere spende soldi" e "Loro Floro Flores, Galano, Raicevic e Salzano, noi la riserva della Pro Vercelli e uno scarto della Lazio" due dei commenti che siamo riusciti a recuperare, la storia dice che la Salernitana super criticata ha fatto, in proporzione, decisamente meglio dei cugini baresi, ormai in crisi di gioco e di risultati e graziati a Salerno soltanto dalla clemenza del direttore di gara. Questa vicenda si spera sia da esempio: una piazza matura (e questa lo è, social a parte) impara a giudicare a bocce ferme valutando tutto con obiettività e non in base a simpatie e antipatie. La fredda analisi dei fatti dovrebbe portare ognuno di noi a rivalutare il lavoro in sede di mercato di un Fabiani abile, con un budget inferiore all'anno scorso, a monetizzare, acquistare a parametro zero e ritoccare la rosa senza stravolgimenti e intervenendo laddove necessario. Nel calcio spendere non significa vincere, anzi le società che tronfano sono quelle che si affidano a una programmazione seria, a medio-lungo termine.
A Salerno questo sta accadendo: l'asticella è stata alzata, il patrimonio di proprietà vale svariati milioni di euro, le operazioni Empereur e Caccavallo sono intelligenti almeno quanto i decantati acquisti di Floro Flores e Brienza, la Salernitana del futuro sarà un mix tra esperti e giovani seguiti per tutta la stagione. La morale della favola è questa: chi giudica e critica sui social dovrebbe avere l'onestà intellettuale di chiedere scusa quando sbaglia. In caso contrario è palese che il giudizio deriva da questioni personali, utili solo a destabilizzare un ambiente chiamato invece a seguire l'esempio della curva basato sul sostegno incondizionato alla maglia. Nello sport, come nella vita, contano i fatti: da questo punto di vista Lotito, Mezzaroma e Fabiani sono inappuntabili. Dire il contrario e cercare il pelo nell'uovo è nel destino di chi vive sui social: il vero tifoso domani sarà all'Arechi a godersi il buon campionato della squadra del cuore...
Gaetano Ferraiuolo