Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: è l'accusa con la quale i carabinieri della Compagnia di Benevento hanno arrestato un 23enne della città. L'accusa nei suoi confronti è ipotizzata in un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Roberto Melone nelle indagini condotte per alcuni mesi dai militari. Un lasso di tempo nel corso del quale i carabinieri avevano già recuperato al quartiere Triggio 12 panetti di hashish con il simbolo del telefonino “iPhone” racchiusi in involucri di plastica sottovuoto; un barattolo di vetro e due buste contenenti circa 300 dosi di marijuana pronte per essere spacciate; 5 stecche di hashish avvolte in un calzino; un consistente numero di bustine di plastica con cui confezionare lo stupefacente ed otto proiettili per pistola automatica calibro 7,65 mm. In tutto, due chili di "roba".
Il barattolo e le buste contenenti le dosi di marijuana erano stati nascosti in un fosso cilindrico sul selciato di un vicolo e coperto con un tappo in pietra perfettamente a livello con il terreno. Mentre i panetti, le stecche di hashish e le bustine per il confezionamento erano stati celati all’interno delle mura di alcune vecchie abitazioni. I proiettili, invece, sono stati rinvenuti in un vecchio contatore dell’acqua in disuso.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri il 23enne aveva allestito tra piazza San Donato e le vie San Cristiano e San Filippo un centro di spaccio. Prima incassava il denaro versato dagli acquirenti e poi indicava loro il luogo dove era stata nascosta la dose di stupefacente acquistata, pronta per essere prelevata e consumata.
Inoltre a presidiare la droga lasciava di guardia, nei pressi dei nascondigli, il suo pitbull. Il giovane è stato sottoposto agli arresti domiciliari ed è difeso dall'avvocato Angelo Leone.
Redazione