Che Pasqua abbia notevolmente influenzato il risultato incappando in una serie di errori macroscopici è fuori discussione, ma è altrettanto innegabile che la Salernitana abbia completamente sbagliato l'approccio alla gara. Una partita da dentro o fuori a cospetto di un avversario più forte, ma già battuto all'andata andava affrontata con cattiveria agonistica, determinazione, coraggio ed entusiasmo, invece i calciatori sono scesi in campo con un atteggiamento remissivo, impaurito e senza alcuna idea di gioco, come dimostrato dagli errori grossolani di elementi di valore tecnico importante per la categoria. Affrontare un Frosinone fisicamente e tecnicamente dotato concedendo due uomini a metà campo ed esponendo i terzini a brutte figure è stato un "suicidio tattico" notevole e Bollini, ahinoi, ha perso colpi proprio nel momento cruciale della stagione. Al 3-5-2 scolastico, ma efficace di Marino è stato contrapposto un caotico 4-3-3, con Donnarumma fuori ruolo, Sprocati pesce fuor d'acqua, un centrocampo sempre in balia dei ciociari e una difesa che non aveva alcuna copertura. L'obiettivo iniziale era chiaro: sopperire all'inferiorità numerica in mediana con Vitale e Bittante più alti, pronti a chiudere le linee di passaggio e a trasformare l'azione da difensiva a offensiva. Missione evidentemente fallita. Gli stessi giocatori hanno ammesso che la Salernitana non ha rispettato quanto preparato in settimana, concedendo al Frosinone innumerevoli cross dagli esterni e tiri dalla distanza senza trovare opposizione.
Lo 0-2 dopo 17 minuti è lo specchio fedele di un approccio come detto sbagliato, non degno di una squadra che invece poteva avvicinarsi definitivamente ai play off dopo averli soltanto accarezzati. Dal 20' in poi Bollini è passato a una sorta di 4-4-2, con Zito e Sprocati larghi e Donnarumma più centrale al fianco di un Coda stanchissimo e che da tempo necessiterebbe di un turno di riposo. La musica non è cambiata, anzi l'ex Teramo ha sbagliato un paio di nitide occasioni beccandosi i fischi di un pubblico che lo ha osannato forse esageratamente in quest'anno e mezzo. Parlare di tattica dopo lo 0-3 diventa quasi stucchevole: il Frosinone ha amministrato senza alzare il ritmo, la Salernitana, in inferiorità numerica, ha creato i presupposti per il gol della bandiera siglato da Coda dagli undici metri. Nulla cancellerà la pessima performance di Pasqua, ma neanche l'approccio sbagliato di una Salernitana che avrebbe dovuto giocare col coltello tra i denti e con il sangue agli occhi, sportivamente parlando. Nulla di tutto questo è avvenuto, ma già da diverse settimane di gioco non se ne vede: scialba prova col Cittadella, un tempo regalato alla Ternana, prima ora di gioco inguardabile con il Latina, prove senza coraggio e mordente con Pro Vercelli e Bari. Ora la società rifletta sul futuro di Bollini: i numeri sono dalla sua parte, ma in questa fase di poteva fare di più.
Gaetano Ferraiuolo