Il gip del Tribunale di Benevento Roberto Melone non ha potuto ascoltarne la versione dei fatti perchè lei si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Difesa dall'avvocato Cipriano Ficedolo, ha dunque scelto di restare in silenzio rispetto alle ipotesi di reato per le quali, sabato scorso, era finita in carcere. Dove è rimasta, al termine dell'udienza di convalida, così come chiesto dal pm Assunta Tillo, la 46enne arrestata dai carabinieri di Ariano Irpino per favoreggiamento della prostituzione e resistenza a pubblico ufficiale.
Sputi, morsi e spintoni (e calci all'auto di servizio) ai militari intervenuti su richiesta di una donna colombiana. Una delle due – anche l'altra della stessa nazionalità - alle quali, secondo la ricostruzione degli investigatori, che già da tempo avevano messo nel mirino l'abitazione, l'indagata aveva fittato – canone di 50 euro al giorno – altrettante stanze del suo appartamento, dove continuava a vivere per 'monitorare' il flusso dei visitatori. Camere nelle quali le due cittadine straniere esercitavano l'attività di prostituzione.
L'avevano fatto anche quel giorno, dalla mattina fino alla mezzanotte, ecco perchè avevano detto no quando la 46enne, che si preoccupava di far loro la spesa (e di ricaricarne i cellulari) per evitare che uscissero in strada e venissero notate, le aveva svegliate all'alba per proporre loro un incontro, contemporaneamente, con tre uomini che si erano presentati all'improvviso, senza un precedente contatto telefonico.
Sesso di gruppo, rifiutato dalle due colombiane, per questo insultate dalla proprietaria di casa, che le aveva invitate ad andar via dopo aver lanciato contro di loro sedie ed altre suppellettili. Una era riuscita a scappare, l'altra aveva chiesto aiuto ai carabinieri. Che, una volta sul posto, avevano dovuto subire la reazione della 46enne: si era scagliata contro di loro, offendendoli pesantemente, poi, mentre le manette le stringevano già i polsi, si era gettata sull'asfalto. Un comportamento che il giudice ha sottolineato nel provvedimento con il quale ha disposto la custodia cautelare in carcere per la 46enne: uno stop al suo “troppo comodo sistema di vita parassitario”.
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