Avellino

Il momento di leccarsi le ferite deve esserci ma non deve essere più lungo del dovuto. L'Avellino ha l'obbligo di mettersi alle spalle il ko nel derby contro il Benevento e di farlo quanto prima perchè ci sono le ultime tre battaglie da giocare e vincere. In palio c'è la permanenza in serie B.

Il passaggio obbligatorio è quello di capire cosa non è andato nella gara di ieri al Vigorito, analizzare soprattutto una prima frazione di gioco fatta di timori ed errori. Il compito di tutto ciò è di Novellino che, a bocce ferme, ha parlato di mancanza di esterni e incapacità di uscire con la palla al piede dalla propria metà campo. Preoccupante per una squadra che deve salvarsi e che non può commettere leggerezze come quella di Omeonga in occasione del raddoppio di Falco.

Si parte da tutto ciò per cercare di riprendere la marcia già a partire dalla prossima, difficilissima, sfida casalinga contro il Bari, Una gara, a questo punto, da vincere a tutti i costi, senza fare grandi calcoli ma badare alla sostanza. Una partita nella quale servirà una formazione affamata, cosa che non s'è vista a Benevento, o almeno s'è vista solo per un tempo ma a punteggio quasi compromesso.

Le squadre alle spalle di quella irpina hanno cominciato a correre, il distacco dalla zona play out inizia a farsi piccolo. Ed è proprio alle spalle che la squadra di Novellino deve guardare. Una situazione ingarbugliata con tre formazioni a 45 punti, compresa quella irpina, una un punto più indietro. E si tratta del Trapani che sta vivendo un momento di grande forma. I siciliani sono nei play out, ecco che si capisce bene quanto stia rischiando la formazione campana. Rischi figli anche di un calendario finale che prevede una sola gara dall'esito quanto meno scontato, l'ultima col Latina. Le altre sono tutte da prendere con le molle. Il Bari scivolato fuori dai play off nel prossimo turno, il derby con la Salernitana. Tranquilli proprio non si può stare.

Serve la spinta di tutti. E proprio a questo proposito, serve ripartire da quei 200 tifosi che hanno aspettato la squadra allo stadio Partenio – Lombardi per testimoniare la vicinanza al di là della delusione. Uniti si può ottenere un risultato. La maturità acquisita ha avuto la meglio, contestare una squadra nel momento di difficoltà e dopo un derby perso, non è il viatico migliore per chi sente di essere a un passo dalle sabbie mobili.

E c'è da farlo oggi ancora di più per un ambiente scosso dalla brutta notizia che ha risvegliato Avellino. La morte di Paolo Pagliuca non ha lasciato indifferenti squadra, società e ambiente. C'è da lottare per un obiettivo da dedicare a chi ha dato tanto della sua vita al calcio avellinese.

Redazione