di Marco Festa
Riprendere la scalata. Senza guardare giù dalla montagna. Perché scivolare giù proprio sul più bello, lungo le pareti della classifica tornata ad essere spaventosamente corta e ritrovarsi in zona playout, sarebbe un peccato imperdonabile. Le difficoltà non mancano, però, sul cammino dell'Avellino, che ha rallentatto il passo a pochi metri dalla simbolica vetta racimolando un solo punto nelle ultime tre partite. Alle spalle il k.o. nel derby a Benevento, all'orizzonte la cruciale sfida casalinga con il Bari, e c'è da registrare una doppia defezione. Che capitan Angelo D'Angelo sarebbe stato squalificato non era un mistero dopo il giallo, da diffidato, beccato al “Vigorito”. Il mercoledì ha però lasciato in dote un altro forfait certo, che si protrarrà fino alla fine della stagione: quello di Niccolò Belloni, che aveva dovuto alzare bandiera bianca a poche ore dal match con i sanniti e che, dopo essersi sottoposto ad esami strumentali, ha preso atto di aver riportato uno stiramento di primo grado al retto femorale della coscia sinistra. Walter Alfredo Novellino non potrà più contare su di lupi.
Le dita rimangono invece incrociate per Alejandro Damian Gonzalez, pure oggi out per via della forte botta al ginocchio destro subita nelle prime battute di gioco al “Del Duca” di Ascoli Piceno. Le sue condizioni saranno valutate nuovamente domani al pari di quelle di Daniele Verde, acciaccato, che ha sudato in regime di differenziato. Contro i pugliesi si candidano con prepotenza ad una maglia da titolare Marco Migliorini e Soufiane Bidaoui: il primo è pronto a tornare ad agire al fianco di Berat Djimsiti, in favore di William Jidayi; il secondo a prendere il posto del già citato D'Angelo, largo a sinistra, a centrocampo.