E’ vero, ogni giornata che manca alla fine della stagione regolare è importantissima, ma a guardar bene, quella di questo week end forse ha un’importanza superiore a tutte. A partire dalla sfida di stasera tra Perugia e Spezia (20,30). L’argomento intorno al quale gira un po’ tutto questo finale di stagione è se si giocheranno i play off o le prime tre voleranno direttamente in serie A. Terminasse oggi il campionato i play off si disputerebbero e vi parteciperebbero tutte e sei le squadre che sono attualmente nella “zona calda”: quindi Frosinone (68), Perugia (60), Benevento (58), Cittadella (57), Spezia (55), Carpi (55). Ma ci sono ancora tre partite da disputare e il Frosinone farà tutto il possibile per dilatare il suo vantaggio sulla quarta dagli attuali otto a dieci punti. In quel caso i ciociari sarebbero direttamente in A pure da terzi. E’ evidente che il futuro è nelle mani dei ragazzi di Marino: che giocano domani al Matusa col Trapani, poi saranno di scena al Vigorito e chiuderanno ancora in casa con la Pro Vercelli. Il Benevento ha la possibilità sabato prossimo di rallentare il cammino dei laziali, ma perché abbia la certezza matematica di finire a meno di dieci punti da essi, deve vincere anche le altre due partite (ad Ascoli e Pisa). L’altra squadra che avrebbe la possibilità di disinnescare le potenzialità dei ciociari è il Perugia: gli umbri con tre vittorie finirebbero certamente a meno di dieci punti di distacco dalla terza e dunque i play off si disputerebbero.
Paradosso. E veniamo all’appuntamento di stasera. La sfida del Curi è il paradosso dei paradossi, perché se da una parte il Perugia avrà l’appoggio morale di tutte le contendenti che sperano di fare i play off, dall’altra si ritroveranno di fronte uno Spezia che a quei play off vuole ugualmente partecipare, ma che fermando gli umbri correrebbe il rischio di fare un danno anche a se stesso. E’ uno strano scherzo di questa fase di campionato. Di Carlo ha detto che la sua squadra non farà calcoli e del resto cosa potrebbe fare? Gli mancano De Col, Barbato, Piu, Crocchianti e Migliore. Il Perugia sta peggio visto che non avrà gli squalificati Dezi, Brighi e Di Chiara e gli infortunati Volta, Monaco, Fazzi, Belmonte e Nicastro. Con il bomber Di Carmine ancora in dubbio. Eppure gli umbri non hanno scelta: devono vincere. Questa sfida di stasera, così come le prossime in casa del Latina e contro la Salernitana. Un bel guazzabuglio, non c’è che dire.
Occhio al Verona. L’altra squadra che può “salvare” la disputa dei play off è il Verona, che oggi ha nove punti di vantaggio sulla terza: i veneti domani saranno di scena a Chiavari, sul campo di una squadra in crisi, ma che ha cambiato l’allenatore per provare a salvare il salvabile. La prossima settimana l’Hellas avrà il pericoloso Carpi al Bentegodi e chiuderà sul campo del Cesena. Partite non semplici, ma i veronesi ultimamente sono riusciti a sbrigliare matasse persino più intricate.
Riassumendo per chi vuole che i play off si disputino: bisogna sperare che Perugia e Benevento (o almeno una delle due) facciano l’en plein in queste ultime tre gare, o che nel caso in cui non vi riescano, almeno una tra Frosinone e Verona conquistino tanti pochi punti da non portare il proprio vantaggio sulla terza in classifica a più di nove lunghezze. Detta così sembra facile, ma si preannunciano tre giornate di fuoco.
f.s.
Le prime posizioni della classifica: Spal 74; Verona 69; Frosinone 68; Perugia 60; Benevento 58; Cittadella 57; Spezia e Carpi 55; Bari 52; Entella e Salernitana 51; Novara 50.
Promozione in A: Le prime due promosse direttamente. La terza promossa se il vantaggio sulla quarta supera i 9 punti. Altrimenti play off che coinvolgono le squadre (fino ad un massimo di 6) che terminino la stagione all’interno di un perimetro determinato da 14 punti di distacco dalla terza.