Non ci fosse stato di mezzo il derby con l'Avellino, la tifoseria sarebbe già totalmente proiettata alla prossima stagione. Sabato pomeriggio, invece, la Salernitana sarà chiamata a onorare la maglia fino alla fine e a chiudere un campionato tutto sommato discreto battendo una storica rivale anche per riscattare la brutta e immeritata sconfitta dell'andata, nel giorno della vigilia di Natale. La concomitanza con la seconda giornata granata e, soprattutto, la totale assenza di motivazioni lasciano presagire un Arechi molto più vuoto rispetto a quanto accaduto un anno e mezzo fa, quando il principe degli stadi offrì un colpo d'occhio d'eccezione in tutti i settori. "Mandiamoli in Lega Pro" si legge sul web, laddove ultras, gruppi organizzati e semplici tifosi stanno provando ad alimentare un clima d'entusiasmo invitando tutti a recarsi in massa ai botteghini per acquistare il biglietto, un appello che farà sicuramente breccia nel cuore di chi, a prescindere da obiettivi e classifiche, ha voglia di indossare la maglia numero 12 fino all'ultima giornata semplicemente per amore della squadra.
Senza nulla togliere all'importanza e al fascino del derby, la cosa fondamentale è che Lotito e Mezzaroma si riuniscano già un minuto dopo la fine della partita di sabato per programmare un futuro completamente diverso. Va bene una salvezza sofferta al primo anno di B, va benissimo la stagione successiva salvarsi in largo anticipo e chiudere il torneo nella zona sinistra della classifica pur fallendo l'aggancio all'ottavo posto, ora è necessario alzare l'asticella e garantire alla piazza un progetto ambizioso, lungimirante e a medio-lungo termine. Del resto la storia della SPAL insegna che, se si vuole, si può lottare per la promozione in serie A da subito e senza aspettare troppo tempo. Non bastano gli investimenti ( e da questo punto di vista la proprietà non è mai venuta meno, sebbene la Salernitana sia undicesima in B per monte ingaggi), ma occorre correggere gli errori e ripartire da quanto di buono fatto quest'anno senza disperdere tutto. Riconfermare, tanto per fare qualche nome, Gomis, Bernardini, Vitale, Busellato, Sprocati, Coda e Minala rappresenterebbe una base di partenza di tutto rispetto, sette calciatori ai quali affiancare top player per la categoria e giovani di prospettiva da far crescere progressivamente.
Il primo punto fermo sarà il ds Angelo Fabiani, uno che la riconferma l'ha riconquistata sul campo assumendosi anche responsabilità non propriamente sue. Facile ricordare gli esoneri degli allenatori o qualche acquisto sbagliato, più opportuno sarebbe chiedersi quale budget gli abbia messo a disposizione Lotito. Se la società crede in Fabiani, gli dia massima autonomia senza ostacolare le trattative proprio nel momento della conclusione: i giocatori forti costano e, dopo due anni di assestamento, se necessario bisognerà fare qualche sacrificio in più. Quanto ai giovani, la speranza è che dalla Lazio arrivino altri "Minala": gente come Murgia, Palombi e Germoni, tre dei ragazzi più interessanti del vivaio biancoceleste, non devono essere girati in prestito altrove, ma dirottati a Salerno immediatamente e senza perdere altro tempo. Nella rosa attuale c'è anche qualche spina: Zito (contratto da 180mila euro netti) non è più un ragazzino e fa fatica a reggere 90 minuti allo stesso ritmo, Rosina ha deluso totalmente le aspettative non ripagando la fiducia tecnica ed economica della proprietà, Schiavi andrà sicuramente via, ma ha un contratto onerosissimo: tre partenze potenzialmente certe, tre giocatori altrettanto difficili da piazzare per molti motivi. E con l'obbligo dei 18 over è un bel problema. Donnarumma merita un capitolo a parte: il calciatore, impiegato poco e malissimo dai due allenatori, si è fatto probabilmente condizionare dal discorso rinnovo, ha spesso giocato male lasciando trasparire un pizzico di nervosismo e certo non vale i 900mila euro offerti un anno fa dal Foggia. L'addio è certo, peccato aver deprezzato il cartellino di un elemento valido, ma giudicato "riserva" da tre allenatori su quattro. A ogni modo, l'importante sarà muoversi in largo anticipo e non a metà gennaio.
Chiosa sul torneo di B: anche oggi tanti episodi arbitrali dubbi, che alimentamo sospetti e malumori. La lotta play off sarà decisa dalla sfida tra Benevento e Frosinone, con i giallorossi decimati per una serie di decisioni discutibili, a tratti incomprensibili. Tutto mentre il Trapani, in terra ciociara, reclamava un rigore al 95' dopo aver protestato per il gol di Dionisi in posizione sospetta. Nessuna cattiva fede, ci mancherebbe: la sensazione, però, è che con arbitri competenti e con la tecnologia la classifica sarebbe stata diversa. In vetta come in coda.
Gaetano Ferraiuolo