Salerno

Una Salernitana più convincente rispetto a quella vista all'opera contro Pro Vercelli, Bari e Frosinone esce sconfitta per 2-0 dal "Cabassi" di Carpi e dice definitivamente addio alla zona play off accantonando il grande sogno con 180 minuti d'anticipo. A cospetto di una formazione qualitativamente più forte, ma come sempre brutta da vedere sul piano prettamente estetico, la compagine di mister Bollini avrebbe meritato almeno il pareggio, ma è stata punita dagli errori sotto porta degli attaccanti, ma anche dal solito torto arbitrale che ha spianato la strada ai romagnoli proprio quando il match sembrava incanalato sullo 0-0. Dal punto di vista tattico i granata hanno convinto a metà: nel primo tempo la Salernitana ha dominato in ogni zona del campo difendendo con ordine e attaccando senza dare punti di riferimento all'avversario, nella ripresa gli ospiti hanno arretrato il baricentro anche a causa di una sostituzione poco felice da parte di un allenatore finito in discussione e tutt'altro che certo della riconferma della società.

In campo la Salernitana è scesa con una sorta di camaleontico 3-4-1-2: dinanzi a Gomis spazio al terzetto composto da Mantovani, Tuia e Bernardini, con Zito e Perico sulle corsie laterali, Della Rocca e Odjer al centro e Rosina libero di svariare alle spalle di Coda e Donnarumma. Inizialmente in formazione era stato inserito il portoghese Joao Silva, out nel riscaldamento per un problema muscolare. Il Carpi, dal canto suo, ha risposto con il solito 4-4-2, ma con Di Gaudio e Lasagna spesso larghi a disegnare un atipico 4-3-3 e Mbakogu punta centrale. Il primo tempo, come detto, è stato tutto a favore della Salernitana, mentre i biancorossi si sono limitati alle ripartenze e a qualche velleitario tentativo dalla distanza. Soprattutto a sinistra i granata hanno fatto vedere le cose migliori: Zito è stato una spina nel fianco per il diretto marcatore, Rosina dettava il movimento e chiudeva il triangolo con disinvoltura mentre gli attaccanti si muovevano in area ricevendo un gran numero di palloni giocabili. La manovra, fluida e a tratti briosa, era favorita dall'ottimo lavoro di interdizione dei due mediani e dalla capacità dei tre centrali difensivi di anticipare puntualmente le punte del Carpi, poco servite da due terzini solitamente irrefrenabili sulle fasce, ma costretti a rimanere nella propria metà campo per evitare sgradite sorprese.

A differenza di quanto accaduto col Frosinone, la Salernitana ha trovato la superiorità numerica in mediana grazie alle continue sovrapposizioni degli esterni, bravi ad abbassarsi sulla linea difensiva in fase di non possesso consentendo ai granata di coprirsi con un più accorto 5-3-2. Come detto è mancato solo il gol, ma Coda e Donnarumma hanno dimostrato di poter essere molto più pericolosi se schierati insieme e senza l'obbligo di sprecare energie in fase di non possesso. Peccato che entrambi abbiano peccato al momento della battuta a rete, imbattendosi in un palo e in qualche errore tecnico individuale imperdonabile per due elementi così acclamati dal pubblico, ma che quest'anno hanno segnato molto meno. Nella ripresa il Carpi è partito meglio e la Salernitana ha cambiato volto dopo 10 minuti: giusto il cambio Zito-Ronaldo (l'ex Avellino era calato fisicamente, il brasiliano permetteva di giocare palla a terra cambiando fronte offensivo con continuità), discutibile invece la scelta di togliere dal campo Donnarumma ed inserire Improta passando al 4-3-3. Sarà un caso, ma da quel momento in poi i granata hanno smesso di giocare, permettendo al Carpi di prendere coraggio, guadagnare metri di campo e di spingere con Letizia e Fedato, subentrato a un Di Gaudio letteralmente annullato dagli esterni granata. Al 30' il gol del vantaggio: Mbakogu prende palla nello stretto, si gira spalle alla porta e stramazza al suolo appena sfiorato da Tuia, Ros inflessibile indica il dischetto per l'1-0. Tramortita nel morale, la Salernitana ha regalato anche il raddoppio: errato disimpegno di Tuia, buco difensivo centrale e 2-0 facile facile di Lasagna dopo una prima respinta di Gomis. Il resto è pura accademia: resta il rimpianto per un primo tempo fotografia fedele di una stagione in cui la squadra poteva, per potenziale e concorrenza, fare molto di più.

Gaetano Ferraiuolo