Parola d'ordine: evitare ogni forma di allarmismo. Lo ripetiamo sempre quando le notizie riguardano il campo della salute, troppo spesso teatro di polemiche, quasi sempre fondate sull'inconsistenza, che si sviluppano con la 'complicità' dei social network, scatenando paure incontrollate. Nessun allarmismo, dunque, rispetto al dato di cinque casi di morbillo che hanno colpito persone in età adulta di Benevento ed alcuni centri della provincia. Sono ricoverate al Rummo ed al Fatebenefratelli, dove stanno ricevendo le cure indispensabili. Nei due ospedali è scattata, inevitabilmente, la procedura prevista, con il coinvolgimento dell'Asl e del ministero della Salute.
A sentire gli addetti ai lavori, i numeri, visto il periodo, sembrano essere in linea con la media nazionale. Certo sorprende, ma non completamente, che si tratti non di bambini, ma di adulti. Una circostanza che induce alla riflessione e si traduce nell'invito alla vaccinazione. Anche per i più piccoli non è obbligatoria, figurarsi per i loro papà e le loro mamme. Ecco allora, senza distinzione anagrafica, la necessità di vaccinarsi. Che riguarda anche e soprattutto gli operatori sanitari. Il nostro Paese ha fatto registrare oltre 1000 casi di morbillo nei primi tre mesi dell'anno.
Una situazione che ha rinfocolato lo scontro tra quanti ritengono che i vaccini facciano male e coloro che invece sono favorevoli alla prevenzione. Perchè di questo si tratta: vaccinarsi e far vaccinare i propri figli serve ad allontanare il rischio. Alte, nel Sannio, le percentuali di copertura in età pediatrica. Ma ciò, evidentemente, non basta.
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