Benevento

Cos'è cambiato dal 15 ottobre del 2015 (giorno dell'alluvione) ad oggi in termini di fogne, scoli per le acque piovane e sistema idraulico cittadino? Assolutamente nulla. E per affermare ciò certo non servono tecnici o ingegneri. Basta osservare cosa accade a Benevento dopo appena 60 minuti di pioggia.

Un temporale che si è poi prolungato per oltre due ore ma che dopo qualche minuto ha praticamente mandato in tilt la rete fognaria dedicata al deflusso dell'acqua piovana e numerose strade cittadine. A partire dall'ingresso alla città lato ferrovia.

Viale Virgilio, Ponte a Cavallo, via Vitulanese, viale principe di Napoli, contrada Malecagna, via Valfortore e Pezzapiana scene identiche a sempre. Pozzetti e grate otturate o addirittura inesistenti e un fiume d'acqua che prende il posto dell'asfalto. Numerosi gli automobilisti in panne dopo aver guadato volontariamente o non i punti critici allagati a causa dell'incuria e della storica insufficienza dei tubi di scolo che ormai da decinni provocano gli stessi problemi sempre nelle stesse zone. In azione i vigili del fuoco del comando provinciale e del distaccamento volontario di Vitulano, i vigili urbani e gli operatori dlel'Asia che hanno provveduto a chiudere le strade impraticabili in attesa dell'arrivo dei tecnici Gesesa o dei pompieri... In molti casi sono stati i residenti a scendere nelle maxi pozzanghere a ad aprire le caditoie.  

La questione fiumi, poi, un capitolo a parte. Un altra storia di immobilismo, burocrazia e chissà cos'altro visto che dalla notte dell'alluvione nulla è stato fatto. A parte il taglio degli alberi per poco più di cento metri di sponde, il greto del fiume è rimasto come ad allora. Una situazione che, ad ogni pioggia, fa allarmare tutti coloro che due anni fa avevano perso case ed aziende per colpo dell'inondazione del Calore. E nei loro occhi, ad ogni temporale, ad ogni nubifragio, riappaiano quelle scene di qualche mese fa. Ricompare la paura dettata dalla consapevolezza che nessuno ha fatto nulla in termini di prevenzione, anche e soprattuto dopo qualle calamità così devastante.  

Al.Fa