Benevento

Questo matrimonio non s'ha da fare, almeno secondo i sindaci. L'obbligo di esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali, sancito dal decreto 78 / 2010, continua ad essere duramente contestato dagli amministratori locali. Malgrado il termine ultimo per l'applicazione della procedura sostitutiva da parte delle prefetture sia slittato ancora una volta (il decreto Milleproroghe ha fissato la deadline al 31 dicembre 2015), non si placa la protesta dei primi cittadini nei confronti della norma che prevede il commissariamento ad acta per i Comuni che non ottempereranno all'accorpamento forzato di servizi come amministrazione generale, polizia locale, istruzione pubblica, viabilità e trasporti, territorio e ambiente, politiche sociali.

Chiamate al rispetto della norma sono le amministrazioni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, ovvero la quasi totalità dei municipi sanniti. Nel caso di Comuni appartenenti o già appartenuti al perimetro di enti montani tale limite scende a 3.000 abitanti. Per loro dunque c'è il rischio di un commissariamento ad acta, sia pur differito a fine anno. La procedura indicata dalla circolare ministeriale numero 323 del 12 gennaio 2015 prevede che le Prefetture diffidino formalmente gli enti locali non in regola assegnando un termine perentorio entro il quale provvedere. Decorso inutilmente anche tale ultimatum si procederebbe al commissariamento con funzionario nominato direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri, previa relazione delle Prefetture, sulla falsariga di quanto avvenuto per gli obblighi di raggiungimento delle percentuali minime di raccolta differenziata dei rifiuti quando furono incaricati i segretari comunali.

Una prospettiva non immediata che comunque ha incontrato la ferma opposizione dei sindaci, in particolare in Campania dove l'Asmel (organismo associativo per gli acquisti della pubblica amministrazione) sta guidando la protesta dei piccoli Comuni rivoltisi al Tar per ottenere l'annullamento della invisa disposizione, giudicata anticostituzionale e inutilmente penalizzante. Una “class action” che vedrà il prossimo 4 maggio a Napoli un appuntamento significativo con la riunione del Forum dei sindaci impegnati nella mobilitazione contro l'associazionismo coatto.

Ma prima a Benevento è in programma una importante tappa di avvicinamento. Martedì 28 aprile a Palazzo del Governo si terrà una giornata di studi sul tema delle funzioni associate al quale sono stati invitati tutti i 78 primi cittadini della provincia. Alla presenza del prefetto Paola Galeone e della responsabile dell'area Enti locali Annalisa Sorrentino, i tecnici del Formez illustreranno alle fasce tricolore beneventane il dettaglio delle misure sancite dalla normativa. Basterà per arrestare la sollevazione dei piccoli municipi?

 

Paolo Bocchino