Avellino

 

di Marco Festa

Un girone fa si caricò sulle spalle l'Avellino e lo portò a vincere, con carisma e giocate d'alta scuola. Fu lui a mettere il primo tassello nel mosaico di nove risultati utili consecutivi che ha issato i biancoverdi fuori dalla zona retrocessione: due assist, un salvataggio sulla linea e un sinistro all'angolino per prendersi, per distacco rispetto agli altri ventuno interpreti sul sintetico del “Partenio-Lombardi”, la palma di uomo-partita in una vigilia di Natale vissuta allo stadio; gustandosi un Avellino – Salernitana pirotecnico: 3-2 il risultato finale, emozioni a profusione. Solo un paio di giornate prima il fantasista partenopeo, girato in Irpinia dalla Roma, aveva gonfiato la rete pure contro il Benevento, che non ha potuto sfidare nel match di ritorno. 

Sabato, all'Arechi; un girone dopo, Daniele Verde ha però una nuova opportunità: quella di confermarsi uomo derby; di scrollarsi definitivamente di dosso i problemi che, da protagonista assoluto, lo hanno portato ad essere un di comprimario di lusso. Dal 4-1 al “Liberati”, contro la Ternana, in poi, pressoché sparito dai radar. Il suo gol su calcio di rigore sabato scorso, contro il Bari, è stato un messaggio chiaro: “Rieccomi”. Una liberazione da +1 in classifica. E allora sì: è il momento di tornare a essere decisivo. Pure approfittando delle assenze, in concomitanza, di Belloni, Gonzalez e Laverone, che hanno liberato posti sulle corsie laterali; anche se il “sette” dovrebbe agire alle spalle dell'unica punta Ardemagni nel 4-2-3-1 di Novellino. A lui, il tecnico di Montemarano chiede quei lampi di genio risolutivi, espressi ad intermittenza per tutto il campionato. Ma il passato è passato. Ora conta solo la stretta attualità. È tutta una questione di fede: Verde ne ha e lo dimostra dopo ogni rete esibendo la sua dedica a Gesù; l'Avellino e i suoi tifosi credono in lui, che al riparo da occhi indiscreti sta lavorando, coi suoi compagni di squadra, per regalarsi un finale da nove: in pagella, come nell’ultimo precedente contro i granata, e magari come le marcature stagionali che potrebbe raggiungere. È tempo di esaudire una preghiera: quella del popolo irpino, che vuole festeggiare la permanenza in Cadetteria.