Si è svolto giovedì 11 maggio presso la Sala Convegni “Crea-of” di via Cavalleggeri a Pontecagnano Faiano un interessantissimo convegno incentrato sull'educazione alimentare dei giovani, un evento particolarmente atteso in città e in provincia che ha richiamato l'attenzione di moltissimi insegnanti e di tanti giovani. La manifestazione è stata impreziosita dalla presenza dei relatori Elisabetta Lupotto, Giuseppe Mennella, Monica Ruotolo, Gianluca Francese, Carlo Alfaro e Domenico Mazzullo, noto medico chirurgo specialista in psichiatria spesso ospite d'eccezione in trasmissioni Rai e Mediaset. “Nutrirsi bene per continuare a crescere meglio” è stato lo slogan scelto dalla CREA, acronimo che sta per “Consiglio per la Ricerca in agricoltura e analisi dell'economia agraria”; l'ente di ricerca del Ministero delle politiche agricole coinvolto nel Programma Comunitario "Frutta e verdura nelle scuole a.s.2016-17" ha l'obiettivo di aumentare il consumo di frutta e verdura nei bambini tra i 6 e gli 11 undici anni, affiancando alle quotidiane attività didattiche una serie di iniziative utili a migliorare il loro comportamento a tavola, coinvolgendo non solo istituti scolastici e professori delle scuole primarie, ma anche e soprattutto i genitori. Un'opera sicuramente importante, anche perchè la Campania primeggia in Italia per obesità infantile sebbene in Italia si registri una riduzione del fenomeno pari al 13% negli ultimi 10 anni.
“Evidentemente le campagne di prevenzione stanno sortendo gli effetti sperati” ha detto il dottore Carlo Alfaro, specializzato in pediatria “purtroppo in tanti vanno incontro a errori alimentari molto gravi, sottovalutando l'importanza dell'alimentazione per la nostra salute. Il corpo è una macchina perfetta che, alla lunga, ci fa pagare le nostre disattenzioni imbattendosi in malattie potenzialmente anche letali. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, consumando ogni giorno 600 grammi di frutta e verdura si eviterebbero ogni anno centinaia e centinaia di decessi e si ridurrebbero notevolmente tumori, infarti ed emorragie celebrali. Il mio motto è “mangiamo a colori”: è un modo simpatico e semplice per coinvolgere maggiormente anche i più piccoli, refrattari a un certo tipo di alimentazione. Fondamentale è il lavoro dei genitori: un bambino va forgiato e indirizzato nei primi mille giorni della sua vita, è lì che si programma la salute del futuro”. Proprio Alfaro ha ideato insieme al suo staff un gruppo denominato “Dieta Mediterranea in Pediatria”, un progetto ambizioso e lungimirante che si sposa benissimo con le iniziative del CREA. La dottoressa Monica Ruotolo e il tecnologo Gianluca Francese hanno invece illustrato ai presenti i momenti salienti del loro percorso: oltre 195mila gli alunni sensibilizzati, 16500 insegnanti coinvolti, 5500 genitori (numeri considerato esiguo, dato che deve necessariamente far riflettere) , bambini e giovanissimi impegnati in attività ludico-formative e che hanno avuto la possibilità di apprendere semplicemente divertendosi.
“Quando i bambini vanno in gita, c'è una sorta di sindrome da trincea” ha detto Gianluca Francese, professionista salernitano sempre in prima linea per qualsivoglia battaglia sociale “i genitori li riforniscono come se partissero per 15 anni: alle 10:30 hanno già mangiato chili di patatine fritte, di pizzette, addirittura frittate di maccheroni, senza dimenticare le solite bibite gassate. Bisogna educarli a scegliere meglio e sono felice per la partecipazione di questi bambini alle nostre attività; molti di loro hanno scritto il proprio pensiero in una sorta di piccolo tema scolastico, ci ha meravigliato leggere che qualcuno ha mangiato per la prima volta nella sua vita una carota cruda o una mela con la buccia. Purtroppo siamo abituati a falsare i sapori: ai piccoli fanno fare anche la lista della spesa senza tener conto delle loro esigenze e della salute, forse perchè i genitori sono i primi a non essere informati su tanti aspetti. Su alcuni aspetti sembriamo quasi delle scimmie involute: questi ragazzi devono crescere a contatto con la natura, devono assaporare il profumo delle piante, imparare lavori di semina e trapianto: molti hanno portato la propria piantina a casa dandole un nome, è un qualcosa che ci ha fatto particolarmente piacere”. Tra gli slogan dell'attività “Se la vuoi, la pianta cresce dove vuoi”. La dottoressa Elisabetta Lupotto, dopo aver ribadito l'importanza della collaborazione quotidiana con insegnanti e genitori, ha illustrato le fasi salienti del programma: educare al consumo giornaliero di frutta e verdura fresca, avvicinare i giovani all'agricoltura, promuovere la conoscenza delle colture, avviare un percorso didattico denominato “La scuola in campo” e proseguire con le cosiddette “Olimpiadi della Frutta”, un campionato interscolastico che si gioca sul web e che mette in palio premi per creatività e originalità, “un modo simpatico per educare i giovani. Loro imparano guardando l'esempio dei più grandi, se le abitudini delle mamme o dei papà sono sbagliate saranno i primi a prendere una strada sbagliata. Ho visto gente nelle aule sgranocchiare sedano e finocchi: se si crea un clima sereno, positivo e coinvolgente determinate cose sembreranno naturali come lavarsi le mani o allacciarsi le scarpe”.
Molto atteso anche l'intervento del dottor Mazzullo: “Quando ero bambino, non ho mai avuto qualcuno che mi educasse a mangiare meglio: è un miracolo se sto ancora bene, ma invito tutti a non ripetere i miei errori alimentari. I bambini vanno seguiti ogni giorno, con entusiasmo, pazienza e competenza. Da psichiatra vi posso raccontare tante esperienze in cui dietro un atteggiamento alimentare errato si nascondevano vere e proprie patologie trascurate dagli stessi genitori: una mamma rideva quando mi raccontava che il figlio non mangiava cibi verdi. Ci vuole massima attenzione, sono felicissimo di aver partecipato a un'iniziativa così importante”. "Ho appreso tante cose, da insegnante sono consapevole del nostro delicato ruolo che va ben oltre l'ora di lezione e il compito in classe. Ben vengano iniziative del genere, sono venuto volentieri da Olevano e ringrazio pubblicamente i relatori" ha aggiunto il professor Natale, docente di lettere. Nutrirsi bene per continuare a crescere meglio: grazie a queste associazioni e a questi professionisti di grande spessore umano c'è ancora una speranza concreta di costruire per i giovanissimi un futuro migliore.
Gaetano Ferraiuolo