Credete nel destino? Bè, da ieri anche i più scettici dovranno concedere di più alla fatalità delle cose che determina i fatti della vita. Certo, parliamo di calcio, ma non si è sempre detto che questo sport sia in fondo proprio una parafrasi della vita? Benevento-Frosinone non può che partire dal gol al 93’ di Fabio Ceravolo. Il bomber di Locri che da una decina di minuti aveva i muscoli ormai intossicati dall’acido lattico e che riusciva a stento a muovere qualche passo. Alzi la mano chi in quel momento non ha maledetto Baroni che non lo sostituiva: al 32’ il tecnico giallorosso aveva mandato in campo Pajac al posto di Puscas, anch’esso ormai alla frutta, poi al 42’ aveva tirato fuori Melara, che tutto sommato non sembrava stare malissimo, con De Falco. Ma Ceravolo? Si sono chiesti in tanti. Perché tenere in campo un giocatore che ormai non si muove più e sostituirne uno che sta meglio? Lì è venuto fuori l’intuito, chiamatela fede, oppure destino. Baroni spiegherà in conferenza, che, lui, uno come Ceravolo non lo avrebbe mai tolto, anche se fosse rimasto con una gamba sola. E il destino lo ha premiato. Un destino che hanno evocato anche a Ferrara, convinti di dover aspettare ancora una settimana per festeggiare e invece scoppiati in un urlo di gioia quando è arrivato l’annuncio del gol della Belva. Antenucci ha ammesso candidamente che lì per lì non aveva capito cosa fosse successo: “Ma come, stiamo perdendo e loro festeggiano…”. Poi ha saputo che Fabio “Mr Destiny” Ceravolo gli aveva dato una mano. Destino che ha chiuso un cerchio, pareggiando il gol di Dionisi all’andata, giunto quando il recupero si era già consumato. O quello che ha rievocato la vittoria del 19 maggio del 96 quando i ciociari calarono in massa nella stessa curva per brindare alla promozione in C1 e, battuti da un gol di Barrucci, furono superati in vetta dall’Avezzano (poi persero anche i play off…). Corsi e ricorsi storici… Come non evocare il destino nel gol del primo vantaggio di Puscas. Il rumeno non avrebbe dovuto giocare, almeno inizialmente. Le distinte distribuite alla stampa avevano il nome di Falco nell’undici di partenza e Puscas era in panchina. Ma il “Messi del Salento” dopo aver provato a lungo nel pre-partita ha dato forfait e il rumeno ne ha preso il posto. Puscas si è guadagnato la fiducia del mister, ma non si può certo dire che il destino non ci abbia messo di suo…
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