Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

«Avevo provato di tutto con mio marito. Ma ormai la speranza c'aveva abbandonato. Avere un figlio? Impossibile. Poi ho sognato Santa Rita. Ed è iniziata la storia più bella della mia vita». Il racconto dell'avellinese Patrizia. Devota da sempre alla "santa dei casi impossibili". 

Negli anni '90 Patrizia desiderava avere un bambino più di ogni altra cosa al mondo. Ma il destino aveva scelto una strada diversa. Tanti tentativi falliti. La rassegnazione che prende piede. La scienza che alza le mani.

«Il dottore Malzoni, un uomo straordinario, aveva perso le speranze».

Poi è arrivata quella sera.

«Ho sognato la chiesa di Santa Rita a via Francesco Saverio. Un luogo dove sono cresciuta. In quel periodo la struttura era chiusa per i lavori di ristrutturazione. Ma nel mio sogno non c'erano transenne. L'edificio era integro. Al mio fianco una cara amica».

Siamo entrate in chiesa.

All'interno c'era Santa Rita vestita di nero. Non potevo crederci. Mi sono inginocchiata. Lei ha fatto segno di rialzarmi.

Poi mi ha fatto allungare le braccia. E mi ha dato uno splendido bambino. Aveva due occhi grandissimi e sorrideva.

Il mio cuore era colmo di felicità. Poi mi sono svegliata. Ho pensato al bambino del sogno per diversi giorni. In quella settimana ho scoperto di essere incinta. Non potevo crederci.

Da allora Patrizia ha davvero dedicato tutta la sua vita a Santa Rita. Ha partecipato ai preparativi della processione del 22 maggio. E' andata diverse volte a Cascia.

Racconta: «Cascia e Roccaporena sono due luoghi straordinari. Ogni anno ci vanno migliaia di persone eppure c'è un silenzio surreale. Si sente ancora la presenza di Rita. Una donna straordinaria che è stata madre e sposa prima di consacrarsi interamente a Dio. E quando entri nell'orto dei miracoli non puoi fare a meno di commuoverti. Vedi il luogo dove due fichi e una rosa sono spuntati nella neve in pieno inverno».

Un ultimo pensiero è per la processione del 22 maggio ad Avellino: «Sarà fantastica come sempre. Con la gente che inizierà ad arrivare all'alba. E poi si tirerà avanti fino a mezzanotte. Ma non mi sono mai sentita stanca. Anzi, ogni volta vorrei che quella giornata durasse per sempre».