Avellino

Inutile dire che il successo con Pistoia di ieri sera ha restituito alla Scandone diverse sensazioni positive. Scontato, quando si vince. Il match del Del Mauro però è andato ben oltre una partita che ha avuto qualche momento spettacolare,  isolato però all'interno di quaranta minuti duri e spigolosi. Proprio questo è l'aspetto che può far più sorridere in casa Sidigas. I biancoverdi hanno mostrato, nonostante qualche calo ormai da considerare fisiologico, una solidità vista poche volte in questa stagione. Se il successo contro Bologna era arrivato senza troppi patemi, sulla spinta di un cambio in panchina che aveva portato nuove motivazioni, in un match mai in discussione, contro la Giorgio Tesi Group invece Green e compagni hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per conquistare i due punti, dopo essere stati ripresi più volte, nella prima parte di gara, dai toscani ed essere andati sul -3 a cinque minuti dal termine.

Ed è in quel momento che la Scandone ha fatto segnare un cambio di marcia importante. I biancoverdi non hanno mollato la presa, come accaduto in tante altre occasioni, ed anzi hanno alzato il livello della propria prestazione per rimettere la testa avanti e portare a casa due punti fondamentali. I difetti ci sono ancora, ovviamente, ma sia sotto l'aspetto mentale che dal punto di vista tecnico la Sidigas ha fatto segnare un netto confine tra la squadra svogliata vista da gennaio in poi e quella più viva della gestione Frates.

Un Frates che ha trovato conferme al lavoro svolto nelle ultime settimane. Avellino è tornata a stringere le maglie in difesa e a lottare su ogni pallone. La chiusura di Harper su Milbourne, negli ultimi secondi di gara, è significativa di come, quantomeno dal punto di vista dell'impegno, il roster della Scandone è tornato su livelli accettabili. A mettere i canestri decisivi e a caricarsi la squadra sulle spalle nel finale, invece, ci ha pensato Marques Green. Il playmaker di Philadelphia ha messo sul parquet la migliore prestazione della sua terza avventura in Irpinia e sembra aver preso finalmente il comando delle operazioni in campo. Tutti questi segnali, da soli, non varranno ovviamente i playoff, che rimangono un'impresa difficile per la Sidigas. I biancoverdi dovranno compiere un altro step e trovare un po' di continuità. In questo senso, il derby di domenica contro Caserta potrà essere un banco di prova molto importante.

La Pasta Reggia arriverà ad Avellino per tenere viva quella fiammella di speranza che la vede ancora viva e vorrà di certo almeno togliersi la soddisfazione di portare a casa un derby. Per la Scandone, invece, sarà una seconda partita senza via d'uscita. Vincere per cominciare a scalare qualche posizione in classifica e diminuire il gap, per il momento di quattro punti, dal settimo e dall'ottavo posto è un obbligo. Anche perché le dirette concorrenti avranno impegni non facilissimi. È il caso della stessa Pistoia, che ospiterà in casa una Reggio Emilia reduce da due pesanti vittorie contro Venezia e Sassari, così come è il caso di Roma, che dovrà rinunciare a Jones in queste ultime giornate di regular season ed ospiterà al PalaTiziano l'Enel Brindisi. Inoltre, ci sarà lo scontro diretto fra Cantù e Cremona e Bologna affronterà in casa una Pesaro in cerca dei due punti che varrebbero la salvezza matematica. La Scandone può e deve crederci, con lo stesso spirito del match vinto contro Pistoia e qualche disattenzione in meno.

Alessio Bonazzi