Zero: Agli spocchiosi ciociari che si erano “sparati le pose” sui social con affermazioni e proclami della serie “VENI VIDI VICI”, come se fosse già tutto stabilito. “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” diceva il mitico Trap… E’ il caso che i ciociari rispolverino un po’ di vecchi detti calcistici e tornino con i piedi per terra.
Uno: Ancora a loro. Leggere di arbitraggio casalingo, di gol viziato da fuorigioco è musica per le mie orecchie. Questi hanno pure la memoria corta... Tralasciando i numerosi favori arbitrali ricevuti in maniera anche eclatante da inizio torneo, forse hanno dimenticato il loro gol in fuorigioco all'andata (quello si!) ed il gol a tempo abbondantemente scaduto scaturito da un angolo che non andava battuto!!! Facitv ‘na cura e fosforo…
Due: Al sempre e solito telecronista di sky fazioso ed incompetente. Parliamo di lui, di Luca Marchegiani. Asserire convinto che il Frosinone non meritava di perdere significa solo una cosa: che tu e pallon’ nun capisci proprio na mazza!!! Giocare con almeno 5 titolari fuori, prendere tre pali dei quali due sull’uno a zero per noi, per poi sentire tali affermazioni fa scenn’ proprio o llatt e ginocchia.
Tre: Alla solita sfortuna ormai cronica che con noi ci vede sempre benissimo. Già giocavano contati, poi si ferma pure Falco, poi colpiamo due pali, subiamo un gol di nuca, prendiamo un altro palo al 93esimo, insomma… ci sarebbero tutti gli ingredienti per farsi un giretto a Lourdes. Evidentemente stavolta qualcuno da lassù deve essere intervenuto personalmente per rimettere le cose a posto. Si sarà messo una mano sulla coscienza ed avrà pensato “così è davvero troppo”, telecomandando il pallone sulla testolina di Ceravolo per farci vedere il Paradiso…
Quattro: Ad un ampliamento della capienza dello stadio che non arriva e chissà se arriverà in futuro. Sicuramente non ci sarà in ogni partita un pienone, ma recuperare almeno 3000 posti si potrebbe per garantire una affluenza ed un calore ancora maggiore nelle partite di cartello. Chi può fare qualcosa si adoperi per riuscirci. E’ un peccato vedere ancora tanti posti occupabili purtroppo vuoti solo per problemi burocratici.
Cinque: Come le cinque partite che alcuni miei carissimi amici “pendolari del Nord e dal Nord” e si sono sciroppati. Km e km da Cesena al derby, da Ascoli a ieri e prossimamente a Pisa. Un mare giallorosso dal nord che non smette di stupire. E ad uno in particolare devo fare una standing ovation perché da un secondo dopo la sconfitta col Bari, a dispetto di tutto e tutti, ha sempre sostenuto che i conti si sarebbero fatti alla fine, esternando positività e certezze che francamente a molti di noi erano venute meno.
Sei: Ai miei amici di Teletriggio che mi hanno promosso inviato speciale. Scusatemi se rubo un voto per questa banda di pazzi che su “vuozzap”, nell’ennesimo gruppo nel quale mi hanno tirato dentro, mi fa letteralmente scompisciare di risate. C’è l’innamorato cronico di Diletta, il postatore di foto di assurdi rituali messi in atto durante le partite casalinghe (la mitica ANDENN sui calci d’angolo), l’uomo perennemente sott’ u schiaff da mugliera sempo cu n’aspirapolver’ mman ed il fantasma che c’è ma non interviene mai. Mi avevano chiesto una menzione speciale. Eccoli accontentati.
Sette: Come le sette imprecazioni irripetibili tirate contro i ciociari al gol di Ceravolo da parte del sottoscritto. Ho tirato fuori il meglio (o peggio?) di me con mio figlio che mi guardava, rideva e gioiva come un pazzo. Forse non sarà stato ne educativo nè tanto meno un gesto da padre modello, ma vincere in quel modo, contro di “loro”, beh… era dalla vigilia di Natal che e tenev’ ‘ngann a cchist… M’era sfugà!!!!
Otto: A Marco Nosotti ed al suo commento pacato, equilibrato e coerente nel post partita. Ha riconosciuto tutti i meriti del Benevento al contrario del suo collega in studio (vedi voto DUE). Ha esaltato le doti di un gruppo arrivato al match-clou senza titolari, rimarcando l’infortunio di Falco, evidenziando il cuore gettato oltre l’ostacolo da parte di ogni singolo sceso in campo fino ad elogiare lo spettacolo giallorosso sugli spalti. Uno che ha reso giustizia ad un vera e propria impresa compiuta dagli Stregoni.
NOVE: Al trio Cragno – Viola – Ceravolo. Determinanti ognuno nel proprio ruolo. Cragno ci ha tenuto in vita nel momento di massima difficoltà con almeno tre splendidi interventi, Viola ha combattuto come un leone in mezzo al campo dando equilibrio e scioltezza di manovra alla squadra colpendo ben due pali, la Belva ha messo la ciliegina sulla torta di un pomeriggio storico nonostante crampi e stanchezza sembravano averlo domato.
DIECI: A tutto ciò che è stato Benevento-Frosinone in fatto di presenze, emozioni, risultato. Un mix di fattori che credo abbia contribuito ad avvicinare a questa squadra anche i più scettici ed a far ricredere quanti nel corso degli ultimi due mesi ne avevano giustamente criticato il pessimo andamento. Si dice che sia facile salire sul carro dei vincitori quando tutto va per il verso giusto, ma su questo carro per un volta mettiamo da parte le scaramucce interne e saliamoci tutti. Potrebbe non essere finita qua, dopo Pisa si vedrà, ma tutto quello che era nelle nostre possibilità credo sia stato fatto, compresi gli (eventuali) errori che una matricola può portarsi dietro. Se dopo Pisa saremo ancora in ballo credo che ci divertiremo. D’altronde siamo stati capaci di battere Spal, Verona e Frosinone. Lo avreste mai immaginato?
PS: Era la stagione 1995-1996. Un gol di Barrucci decretò la nostra salvezza e condanno’ il Frosinone ai play off per la C1 poi persi contro l’Albanova. Cari ciociari stat’v accuort. V’avimm ‘ntussecat a Serie C1 nel ‘96 e Sabato scorso v’avimm ‘ntussecat a promozione in Serie A. Volate bassi perché se vale il proverbio “non c’è due senza tre”, v putimm ntussecà pure sti play-off!!
Scugnizzo69