di SImonetta Ieppariello
Suicidarsi per gioco, giovanissimi. Un gioco lungo 50 giorni. Regole da seguire per farsi risucchiare in una spirale depressiva che pian piano trascina adolescenti, poco più che bambini, alla morte. La trappola è nella rete. E' partito dalla Russia è approdato in Europa.
Non si placano le polemiche su Blue Whale, la “balena azzurra”, il macabro gioco che spinge gli adolescenti a seguire un rituale psicologico pensato per diffondersi in rete e che alla fine li conduce al suicidio. Dopo l’arresto del creatore Philipp Budeikin, le due attrici napoletane che compaiono nel servizio delle Iene lanciano un messaggio per aiutare i teenager che finiscono nella trappola.
“Le Iene hanno parlato di un nuovo fenomeno che si sta diffondendo anche in Italia in relazione a molti suicidi, governati da un tutor che fa compiere prove particolari fino ad indurre al suicidio, nel punto più alto della città, i loro adepti. Nelle immagini proposte ci siamo la mia e Martina Liberti in un video con i The Jackal qualche anno fa: mi dissocio da questo gioco dell’ orrore. #vivalavita”, dice Annalisa Direttore, giovane e bellissima attrice di Napoli.
Anche Martina Liberti si associa al messaggio: “Mi sono documentata su questo “gioco” inumano. Ragazzi questa è manipolazione. I momenti negativi li hanno tutti..fanno parte della vita, non buttatela mai. È un dono. Cercate sempre qualcuno con cui poter parlare, di tutto! che sia un amico o un genitore! non chiudetevi nel mondo virtuale che a volte può distruggere l’autostima e l’amore per la vita”. Martina e Annalisa lanciano gli hashtag #nobluewhale #wlavita per fermare questo agghiacciante gioco al massacro".
Il tema delicato è stato affronatato da Matteo Viviani de Le Iene e quello che ne è venuto fuori è davvero agghiacciante.
Il giornalista è partito per un lungo viaggio in Russia, lì ha parlato con alcuni genitori che hanno perso i loro figli a causa di questo "gioco". Ha consultato alcuni esperti e infine è tornato in Italia, a Livorno, dove un 15enne si è tolto la vita buttandosi giù da un palazzo di ventisei piani. Sarebbe, forse, anche lui una delle vittime del BLue Whale.
In Russia ha approfondito il tema e ha scoperto che dietro a questo "gioco" dell'orrore ci sono persone che manipolano la mente degli adolescenti. Queste persone si fanno chiamare curatori o tutor. E sono loro a dettare le regole del gioco. Per 50 giorni i ragazzi che decidono di prendere parte al Blue whale, che letteralmente significa balena blu, devono seguire regole agghiaccianti.
Come raccontano Le Iene si tratta un ragazzino 15 anni. Il giovane si è tolto la vita a Livorno. La testimonianza dei compagni di classe è agghiacciante: il ragazzino avrebbe forse seguito proprio le regole del gioco, fino poi a lanciarsi dal palazzo più alto della città. Il caso, infatti, è stato recentemente riaperto.