Benevento

E' stato un anno importante per il settore giovanile del Benevento. Una stagione di "transizione", in cui si è avuta l'opportunità di maturare esperienza in un contesto totalmente diverso rispetto a quello vissuto fino a poco tempo fa. E' inutile rimarcare la differenza che c'è nell'affrontare compagini (con tutto il dovuto rispetto) di Melfi o Monopoli rispetto a Roma, Palermo e Juventus e tante altre. Club che da sempre riservano tanti investimenti per il proprio vivaio.

Per il Benevento è stato un anno fondamentale. Confrontarsi con simili realtà è motivo di crescita che si va a sommare alla nutrita esperienza che questo vivaio ha maturato nel corso degli ultimi dieci anni, in cui si è fatto apprezzare in tutto il meridione per lungimiranza e ambizioni.

Molto complicato è stato l'approccio della Primavera al più importante campionato giovanile italiano. Era prevedibile, anche perché riallacciandoci al discorso di prima è obbligatorio constatare due livelli totalmente diversi tra questo torneo e quello Berretti. Fino a gennaio la truppa di Ignoffo si è ben comportanta. L'infortunio di Filogamo, però, ha rovinato un pò i piani dato che nel girone di ritorno i giallorossi sono stati piuttosto sterili in fase offensiva. Importantissimo sarà il prossimo anno, in cui si potrà dare continuità al lavoro di questi mesi con un'esperienza importante alle spalle. Al di là dei risultati maturati sul terreno di gioco, occorre sottolineare la crescita esponenziale di diversi calciatori che, tra l'altro, sono entrati anche nell'ottica della prima squadra. Stiamo parlando dei vari Brignola (unico a esordire in serie B finora), Pinto, Rutjens, Fusco, Sparandeo, Volpicelli e Donnarumma.

Discorso simile anche per quanto riguarda l'under 17. La truppa di Manuel Landaida è stata costruita quasi da zero nella scorsa estate e c'è voluto del tempo prima che si amalgamasse nel migliore dei modi. Da gennaio, con i giusti rinforzi, i sanniti hanno fatto faville ottenendo delle importanti vittorie. E' mancato qualcosina tra le mura amiche, ma anche in questo contesto si prevede un futuro positivo per un gruppo che potrebbe dire la sua nella nuova Primavera.

Under 16 e 15 sono le formazioni più avvantaggiate in questo processo. Perché? La maggior parte dei calciatori che costituisce l'under 16 ha lavorato insieme anche lo scorso anno. Confermare questo gruppo nella futura under 17 porterebbe a una "conoscenza" di tre anni, costuituendo una base di lavoro più che ottima. L'accesso ai play off nazionali ha forgiato questo gruppo. La forte delusione patita per l'eliminazione è da considerarsi sotto certi aspetti salutare, dato che permetterà di velocizzare il processo di crescita in maniera importante.

Per l'under 15 è stato il primo anno di lavoro e i frutti ottenuti, anche inaspettati, lasciano ben sperare. Nel prossimo anno la formazione sarà formata da giovani promettenti del 2003, di cui molti provenienti dalla scuola calcio giallorossa, mentre l'attuale gruppo guidato da Formisano costituirà la compagine under 16.
In questa stagione si è posta la prima pietra per la costruzione di un qualcosa d'importante. Al momento non si conoscono le future ambizioni del sodalizio giallorosso, né se ci saranno eventuali modifiche nell'assetto tecnico, ma è certo che si farà tesoro dell'annata che sta per terminare per crescere sempre di più nell'immediato futuro.

Ivan Calabrese