Cinque anni per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. E' la condanna stabilita dal Tribunale di Matera per i due sanniti – un terzo è stato invece assolto - che nel dicembre del 2014 erano state colpiti, al pari di altre cinque persone, da un'ordinanza di custodia cautelare adottata in un'indagine della Dda di Potenza sulla pretesa di cui sarebbe rimasto vittima un imprenditore di Matera. Al quale, secondo l'accusa, sarebbe stato 'chiesto' un milione di euro, in rate da centomila euro, per ''saldare'' il debito contratto negli anni '80 con la cupola statunitense dei Gambino. Le condanne hanno riguardato, in particolare, Daniele Cavoto, 31 anni, e Francesco Vonella, 30 anni, di Montefalcone Valfortore, attualmente agli arresti domiciliari, difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera, Stanislao Lucarelli e Mario Verrusio. Assolto, invece, Carlo Brillante (avvocati Mauro Valentino ed Emanuela Valente), 52 anni, anch'egli di Montefalcone.
Pena di otto anni per gli altri imputati, per tutti il Pm aveva chiesto condanne più pesanti. I nomi di Brillante, Cavoto e Vonella, come si ricorderà, erano rimbalzati all'onore delle cronache anche nel febbraio 2014, nell'indagine, denominata New Bridge, diretta dalla Dda di Reggio Calabria e centrata su un 'giro' di droga tra Stati Uniti e Italia. Il processo si è concluso nel novembre del 2016 con la loro assoluzione dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e la condanna – 3 anni a Brillante, 1 anno e 6 mesi a Cavoto e Vonella- per associazione per delinquere, dopo la riqualificazione dell'iniziale imputazione di stampo mafioso.
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