Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

«Ogni anno la situazione è sempre più drammatica. Queste giostre sigillate sono il colpo di grazia. La villa comunale è abbandonata. I nostri bimbi vogliono giocare. Dove dobbiamo portarli?». Una madre disperata al nostro microfono blu. Siamo in villa comunale ad Avellino. Eppure sembra la scena della serie poliziesca CSI: nastri intorno alle giostre, spazi inutilizzabili, la carcassa di quelli che sono stati scivoli fino a qualche settimana fa. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video. A fine articolo tutte le foto) 

Siamo qui a raccogliere l'appello di alcuni genitori. Oltre alle giostre transennate si denuncia: erba troppo alta, mattonelle rialzate pericolose per i bambini, spuntoni in ferro da mettere in sicurezza.

«Vengo qui da sei anni – ci dice una mamma – e la situazione non cambia. Poi ci lamentiamo dei paragoni. Magari con i paesi del nord Italia. Ma la differenza esiste eccome. Lì c'è più senso civico. E l'amministrazione del quotidiano funziona. Per questo presto andrò via. Voglio dare un futuro e, sopratutto, un presente diverso ai miei figli».

A partire dalle piccole cose. Proprio questo è mancato e continua, spesso, a mancare ad Avellino. La cura degli spazi comuni, la vigilanza quotidiana.

Inoltre, nel caso specifico, sono finiti a centro della polemica anche i tempi scelti per intervenire nella villa. Ora che questo spazio torna a vivere.

Non convince l'alibi del bilancio comunale approvato recentemente. Si doveva, dicono i genitori, partire da gennaio. Chiudere la villa, se necessario. Poi procedere con gli interventi.

«Ad Avellino – spiega un'altra madre – ci sono pochissime aree gratuite destinate ai bimbi. Molti di queste sono fuori mano. La villa comunale è vitale. Anche se ridotta in questo stato. I nostri figli vogliono venire comunque. Come vedi, anche adesso tentano di avvicinarsi alle giostre rotte. Non hanno l'età per capire che è pericoloso. Mia figlia ha appena compiuto tre anni».

Vedere un'area come la villa comunale, ridotta in questo stato, fa davvero piangere il cuore.

Mattonelle rialzate, il trenino storico chiuso per problemi col privato, nastri ovunque. Lo ripetiamo: come se ci trovassimo sulla scena di un crimine. Mentre l'unico crimine è quello che si sta commettendo verso i bambini che oggi sono qui.

Costretti a muoversi in un far west di transenne, ostacoli artificiali, erba troppo alta. Inoltre latitano i controlli. Eppure dicono che di fronte ai bagni la guardiania non manchi mai. Ottimo, ma non sufficiente. Perché se è importante fare pipì in un posto pulito e accogliente, forse è almeno altrettanto importante riservare la stessa accoglienza agli spazi destinati ai bambini. Quei figli della città oggi dimenticati.  

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