Salerno

Quella di oggi è una data particolare per tutti coloro che amano i colori granata. Esattamente 18 anni fa, nel treno di ritorno da Piacenza, Enzo, Ciro, Peppe e Simone persero tragicamente la vita a causa di un rogo appiccato sui vagoni da qualche delinquente che, senza motivo, mise a repentaglio la vita di tutti i presenti con un gesto folle, sconsiderato, privo di ogni logica e giustificazione. Non si può morire per una partita di calcio, non è ammissibile che quattro giovane vite vengano spezzate soltanto per aver seguito in trasferta la squadra del cuore nella partita forse più importante della storia. Da quel giorno in poi nulla è tornato come prima: ci sono quattro famiglie ancora dilaniate dal dolore, ci sono centinaia e centinaia di persone che non hanno più messo piede in uno stadio di calcio, ci sono personaggi che quelle morti se le porteranno sempre sulla coscienza. Gli ultras della curva Sud, che già in passato intesero celebrare un successo sportivo con una coreografia commemorativa, hanno espresso il loro ricordo attraverso uno striscione esposto in città sul quale si legge quanto segue: "24-05-1999/ 24-05-2017: trascorrono gli anni, il vuoto resta. Mai dimenticati di quella maledetta trasferta", un messaggio semplice, ma intriso di dolore, una ferita che nessuno potrà mai rimarginare. Anche sul web spopolano foto ricordo, frasi ad effetto e un appello unanime: "Non si può morire per una partita di calcio". Nella curva Sud del paradiso ci sono 4 angeli granata: a loro va il ricordo di tutti, alle famiglie l'affetto e l'abbraccio più sincero...

Gaetano Ferraiuolo