Ottantaquattro. Sono le firme raccolte, e solo tra chi risiede nel capoluogo sannita, dalla Camera penale di Benevento. Questa mattina l'ultimo dei tre appuntamenti al primo piano del Tribunale, dove a certificare le sottoscrizioni necessarie alla presentazione di una proposta di legge per la separazione della carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti, è stato, sotto gli occhi degli avvocati Domenico Russo e Vincenzo Gallo (in piedi nella foto), rispettivamente segretario della Camera penale e responsabile della Scuola di formazione del penalista, il consigliere comunale Francesco De Pierro.
Molte le persone – avvocati e non – che in questi giorni si sono avvicinate al banchetto allestito per l'occasione, ma alcune di loro non hanno potuto esprimere il loro assenso all'idea di un 'binario professionale' diverso per pm e giudici perchè, appunto, risiedono nei centri della provincia. Dove, inevitabilmente, approderà ora l'iniziativa che nel nostro Paese punta a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul ruolo profondamente diverso che giudici e pubblici ministeri esprimono all’interno del processo, pur appartenendo allo stesso ordine, pur potendo trasmigrare da una funzione all’altra, pur valutandosi e giudicandosi reciprocamente negli stessi consigli di disciplina ed autogoverno, con una ingiustificata commistione di esperienze, concorsi e carriere professionali tra loro intrecciate”.
Secondo i penalisti, “la modernizzazione del sistema processuale italiano passa, necessariamente, attraverso un riequilibrio di tali posizioni, dove accusa e difesa possano svolgere le loro funzioni, costituzionalmente previste, innanzi ad un giudice terzo, che garantisca effettivamente imparzialità di giudizio ed equidistanza dalle parti”.
Esp