Lotito e Mezzaroma, dal 2011 in poi, hanno sempre mantenuto fede alle promesse migliorando di anno in anno il traguardo raggiunto in precedenza: promozione in Seconda Divisione, promozione in Prima Divisione più Supercoppa, qualificazione play off più Coppa Italia, promozione in serie B, salvezza ai play out, campionato tranquillo a ridosso dei play off. Nel mezzo l'acquisizione del marchio, i lavori all'Arechi, l'inaugurazione del Volpe e qualche trofeo a livello giovanile. Un miracolo sportivo tutt'altro che scontato pienamente riconosciuto da quei tifosi che amano dimostrare l'attaccamento alla maglia sui gradoni e non sfogandosi ogni giorno su facebook criticando tutto e tutti a prescindere. Proprio lo zoccolo duro, determinante per la risalita dei granata dal dilettantismo a nono posto in serie B, ora chiede un salto di qualità, magari ripartendo da quegli errori che sono fisiologici in un percorso così difficile e lungo, ma dai quali è necessario imparare. "Forse abbiamo vinto troppo in fretta bruciando le tappe, non c'è stato neanche il tempo per organizzare tutto" ha detto il ds Fabiani ai microfoni di Telecolore qualche sera fa, una frase quanto mai veritiera e che conferma quanto da tempo stiamo sostenendo: per costruire un grande progetto e puntare al massimo c'è bisogno di tempo, serietà e programmazione. Tanto per intenderci, non avrebbe senso andare in serie A e fare le figuracce di Palermo e Pescara, due squadre che, per qualità, avrebbero faticato anche in cadetteria.
Detto ampiamente che Lotito e Mezzaroma sono sinonimo assoluto di garanzia, ora è tempo di puntare in alto e di ripartire con rinnovato entusiasmo e importanti ambizioni. Senza mai fare il passo più lungo della gamba, certo, ma sapendo che Salerno, per potenzialità e passione, ora ha la maturità necessaria per far bene anche nella massima serie del calcio italiano. La società deve organizzarsi in largo anticipo, ripartendo da quelle figure professionali che hanno fornito un contributo fondamentali e senza le quali, probabilmente, la Salernitana vivacchierebbe ancora in Lega Pro: il ds Fabiani, oggetto di critiche strumentali sui social, ma tra i più vincenti della storia sportiva di Salerno, ha il rinnovo in tasca e dovrà avere la libertà di operare sul mercato magari con un budget più elevato rispetto alle ultime stagioni, al suo fianco ci saranno persone di spessore come Avallone e Bianchi che, dietro le quinte, hanno lavorato 24 ore su 24 svolgendo praticamente ogni tipo di compito. In panchina ci sarà ancora Alberto Bollini, ma col mister andrebbe fatto un discorso chiaro: ok la gestione del gruppo, benissimo far prevalere il concetto di meritocrazia, ma costruire una rosa in base a un solo modulo di gioco perdendo elementi validi sarebbe un grossolano errore. Tradotto: se c'è la possibilità di acquistare un grande attaccante da affiancare a Coda, non ci si tiri indietro soltanto perchè il 4-3-3 non prevede una coppia di terminali offensivi.
La base di partenza, rispetto all'anno scorso, è ottima: Bernardini e Tuia sono due centrali di spessore per la categoria, a sinistra c'è Vitale e non è cosa da poco. Odjer, se recuperato fisicamente, è una garanzia a centrocampo così come Busellato, in avanti non si potrà prescindere da Massimo Coda, da un esterno bravo come Sprocati e da un Rosina che non può aver certo dimenticato come si gioca al calcio. Del suo acquisto si è discusso tanto accusando società e dirigenza: alzi la mano, però, chi ad agosto non ha stappato lo spumante parlando di grande colpo di mercato. A questi elementi andranno ad aggiungersi giocatori di categoria forse anche superiore, a patto che Lotito abbia intenzione di allargare i cordoni della borsa: la querelle portiere va risolta subito (Gomis tentenna, alla Salernitana il numero uno serve quanto prima), serve un forte terzino destro, si spera arrivi finalmente un regista dai piedi buoni, affiancato da una mezz'ala dinamica, di quantità, che abbini entrambe le fasi. In attacco, se partirà Donnarumma, occorre un attaccante forte, da doppia cifra: Coda non potrà sempre reggere il peso del reparto sulle spalle e la sua alternativa non può essere certo Joao Silva. La proprietà sa cosa deve fare, è consapevole che la prossima serie B sarà tra le più difficili degli ultimi 10 anni e non può farsi cogliere impreparata. Ragionando anche sulla valorizzazione dei giovani: ad oggi si pesca in Lega Pro, nel futuro l'obiettivo è portare in prima squadra quelli del vivaio. Anche per il settore giovanile occorrono investimenti maggiori, magari ripartendo da quegli allenatori che hanno saputo disimpegnarsi egregiamente in condizioni non certo semplici. Il centro sportivo sarebbe la ciliegina sulla torta: la città "europea" non è dotata di grosse strutture, alla società toccherà fare un ulteriore sforzo economico, ma da ciò passa la crescita della Salernitana. E' il momento di crescere, è il momento di osare: al resto penseranno quei tifosi che hanno sempre rappresentato la forza della Salernitana. Sugli spalti e non certo sulle destabilizzanti paginette facebook...
Gaetano Ferraiuolo