Salerno

Il Consiglio Federale ha fissato ieri la nuova data per l'elezione del presidente della Serie B. Il 31 luglio si procederà alla votazione. Lotito, candidato alla presidenza, avrà tutto il tempo per organizzarsi a trovare la maggioranza che possa assicurargli la poltrona tanto ambita. Per quanto riguarda i consensi da raccogliere, bisognerà rivedere un po' tutta la situazione: ci saranno le squadre retrocesse dalla A, le promosse dalla Lega Pro e altre non ci saranno più, in pratica quelle dal percorso inverso. Il particolare che nell'ultima assemblea sia mancata la maggioranza sufficiente per votare, vuol significare che, almeno per il momento,  non ci sono idee chiare e, soprattutto, nessuno ha la vittoria in tasca. Per tale motivo, a meno di sorprese che cambino l'orientamento generale in questo periodo di tempo, ci si avvia verso il commissariamento. Rispetto a qualche settimana fa, però, la posizione di Lotito sembra essere leggermente più debole: Corradino è candidato autorevole, qualcuno spera ancora in un dietrofront di Abodi e, soprattutto, 4 club che avrebbero votato per il patron non faranno parte della prossima serie B. Si tratta di Latina, Trapani, Vicenza e Verona, ma Lotito spera di recuperare con il Pescara di Sebastiani ed eventualmente Crotone e Cremonese. Tornando ai fatti di casa nostra, una sconfitta elettorale significherebbe che a livello societario tutto rimarrà come ora.

La vittoria di Lotito, invece, aprirebbe nuovi scenari nell'ambito della società granata. E' notizia di ieri, spifferi dall'Umbria, che dietro le dimissioni del patron Simone Longarini della Ternana, ci sia un accordo di massima con Lotito, per un graduale inserimento dell'ex amministratore dei rossoverdi nelle alte sfere della Salernitana. Lotito non conferma né smentisce, ma è ovvio, un imprenditore che versa in difficoltà economiche (come dallo stesso ammesso tramite comunicato stampa, la sua Ternana rischia di non iscriversi), difficilmente pensiamo possa farsi carico di un impegno così importante come l'ingresso in una società come quella granata con l'acquisizione di un'alta percentuale di quote. Tra l'altro, un graduale inserimento del nuovo socio, comporterebbe un maggiore impegno, soprattutto iniziale, di Mezzaroma, che dovrebbe rilevare la maggior parte delle quote. Il co-patron non ha mai dato segnali finora in tal senso. Difficilmente Mezzaroma accetterebbe un impegno così gravoso in generale e soprattutto sotto il profilo economico, senza l'appoggio del cognato.

Tutto potrebbe cambiare se prendesse corpo il discorso del centro sportivo: in quel caso avrebbe la possibilità di essere più presente in città. Il ds Fabiani, come sempre, ha provato a lanciare un segnale di positività alla piazza sostenendo che "comunque vada sarà un successo" e in effetti indirettamente una vittoria di Lotito favorirebbe anche la Salernitana per due motivi principali: il patron ha attirato su di sé molte attenzioni e lascerebbe la scena a un personaggio meno vulcanico e già consigliere di Lega, in secondo luogo si potrà discutere nel dettaglio della famosa legge sulla multiproprietà. C'è un altro aspetto da considerare: Lotito raramente entra in società con terze persone e quando lo fa è solo perchè si tratta di parenti o comunque individui ai quali lui è particolarmente da tempo legato. Alcuni accostamenti recenti di imprenditori spesso vicini alla Salernitana risultano ad ora totalmente fantasiosi. Nel mezzo c'è una tifoseria che aspetta novità sul futuro: la speranza è che i mille impegni di Lotito non distolgano l'attenzione dalla Salernitana che, l'anno prossimo, dovrà necessariamente recitare un ruolo da protagonista.

Articolo a cura di Maurizio Grillo e Gaetano Ferraiuolo