28 anni fa la Salernitana aveva un appuntamento con la storia, una di quelle domeniche da dentro o fuori. Dopo aver perso clamorosamente in casa contro il Palermo per 2-0 mettendo a repentaglio una promozione in serie B attesa per quasi 25 anni e che sembrava ormai certa, la formazione granata era di scena a Brindisi con un solo risultato a disposizione: la vittoria. Mister Ansaloni, in settimana, aveva provato a caricare l'ambiente chiedendo una spinta importante a tutto l'ambiente, quanto mai desideroso di rappresentare il valore aggiunto nel momento topico della stagione. Appello pienamente recepito: per la Puglia partirono oltre ottomila persone, una carovana granata ancora scossa per il ko maturato sette giorni prima tra le mura amiche, ma desiderosa di vivere un finale di stagione da protagonista assoluto. Nel momento cruciale non poteva che essere un grande campione a prendere per mano la squadra conducendola al successo attraverso una prestazione di qualità e personalità: Agostino Di Bartolomei, indimenticato fuoriclasse che a Salerno sarà sempre ricordato con immenso affetto e tanta nostalgia, sbloccò lo 0-0 con un tiro preciso da fuori area allo scadere del primo tempo, una conclusione non propriamente imprendibile, ma che si insaccò a fil di palo per la gioia dei salernitani assiepati sugli spalti. Nella ripresa poca sofferenza e ritmi alquanto bassi, con il Brindisi che nulla potette contro una difesa concentrata e imperforabile. A completare la domenica perfetta anche le notizie provenienti da Giarre: la Casertana non andò oltre il pari, alla Salernitana bastava un solo punto per la promozione in B da conquistare contro il già promosso Taranto. A Salerno, però, era già festa, con auto in strada a festeggiare fino a tarda notte e la casa del presidente "Soglia" invasa da centinaia e centinaia di persone. Il sogno stava per diventare realtà, nessuno voleva mancare all'appuntamento con la cadetteria.
Gaetano Ferraiuolo