Avellino

Al Comune di Avellino le cadute dei cittadini sui marciapiedi costano care. Ne sanno qualcosa i membri della I Commissione che questa mattina hanno analizzato alcuni debiti fuori bilancio. Una ventina di pratiche in tutto, per un totale di circa 20mila euro ma con due casi davvero particolari: una mattonella rotta a via De Conciliis e un’altra lungo Viale Platani hanno comportato, infatti, risarcimenti ai pedoni caduti in fallo, rispettivamente, per 5mila e 7mila euro. Una somma cospicua considerando le reali conseguenze che può subire una persona che inciampa e finisce a terra su una pavimentazione tutto sommato liscia e levigata.

Ecco perché nella prossima riunione, prevista per venerdì, sarà portata nuovamente all’ordine del giorno la ricostituzione dell’Ufficio Manutenzione del Comune, da riattivare con il personale dell’Acs. All’incontro sono stati invitati anche il manager dell’Azienda Città Servizi, Amedeo Gabrieli, e gli assessori al Patrimonio, Guido D’Avanzo, e al Personale, Anna Rita Marchitiello.

«Meglio effettuare degli interventi preventivi di riparazione spendendo piccole cifre - spiega la presidente della I Commissione Mafalda Galluccio - che importi di una certa entità per risarcire i tanti sinistri che ogni anno registriamo. Del resto, al rimborso delle spese mediche si aggiungono quelle legali e i costi per gli interessi che si sommano quando le procedure vanno avanti senza che il Comune paghi subito».

A questo proposito due aspetti da correggere potrebbero riguardare l’assicurazione e il ruolo dell’Avvocatura dell’ente. «L’assicurazione stipulata - dice il consigliere Nicola Poppa - parte da una franchigia più alta di quelli che sono gli importi medi dei risarcimenti, per cui non li copre. Inoltre va detto che l’Avvocatura non ha mai intrapreso un’azione di transazione nei confronti di quelle persone che citano il Comune. Eppure un sistema ormai collaudato altrove ci conferma che la maggior parte dei cittadini si accontenterebbero di avere meno soldi ma di averli subito».

Altro elemento di discussione, poi, quello inserito dal consigliere Massimiliano Miro: «Abbiamo chiesto l’istituzione di un registro dei sinistri, in modo da costruire nel tempo una casistica. E, soprattutto, verificare se in questi piccoli incidenti ci sono fattori ricorrenti: il luogo, gli avvocati che si occupano della richiesta di risarcimento e le stesse vittime del sinistro. Ciò potrebbe fornire all’amministrazione informazioni importanti su come agire e, allo stesso tempo, costituire un deterrente contro chi, magari, sui rimborsi ci marcia. Pensando di aver trovato un ammortizzatore sociale alternativo…».

Intanto, restano in sospeso ancora numerose pratiche di debiti fuori bilancio. Solo quelle che dovevano essere approvate già il 29 dicembre scorso ammontano a circa 70 e sono relative solo a questioni legali, riguardanti il contenzioso o il personale, per oltre 120mila euro.

Alessandro Calabrese