Durante questa stagione sono riusciti a trascinare tutti dalla propria parte non solo grazie a prestazioni importanti, ma anche e soprattutto attraverso quell'attaccamento alla maglia e a quei valori inculcati sin dal primo allenamento dallo staff tecnico e che ha portato molti ragazzi nati a Napoli ad innamorarsi letteralmente di Salerno, della Salernitana e della splendida tifoseria granata. Anche oggi, pur perdendo, gli under15 sono usciti dal campo a testa altissima e tra gli applausi di una ventina di irriducibili presenti sugli spalti: serviva un'impresa sportiva per battere l'Inter con due gol di scarto e rimontare l'iniziale svantaggio, i nerazzurri hanno invece giocato la classica partita perfetta siglando tre reti in 15 minuti e costringendo i granatini a riporre immediatamente nel cassetto ogni sogno di gloria. Nulla, però, cancellerà dalla mente della società e dei dirigenti quella sfrenata esultanza sotto le tribunette del Volpe, le lacrime di mister Landi e dei suoi più stretti collaboratori: da Giovanni Greco ad Alessandro Tancredi senza dimenticare un'equipe affiatata e competente che ha seguito passo passo i ragazzi aiutandoli alla grande nel loro percorso di crescita. All'andata, per 25 minuti, la Salernitana aveva messo sotto un'autentica corazzata segnando due gol di pregevole fattura, sfiorando il terzo e subendo nella ripresa il ritorno dei lombardi favoriti da uno strapotere fisico evidente e anche da quel pizzico di fortuna che nel calcio non guasta mai.
Da questo gruppo bisogna ripartire senza disperdere per strada il patrimonio tecnico venutosi a creare: Landi è allenatore in gamba, il suo staff lavora in modo certosino senza trascurare alcun dettaglio, VIgnes gioca con la serenità e la classe di un veterano e non a caso è già seguito da club anche di categoria superiore, tanti giovanissimi calciatori hanno messo in vetrina doti di spessore trascinando la Salernitana tra le prime otto in Italia. Un plauso anche a chi ha giocato di meno: lo spogliatoio era unito e compatto perchè tutti hanno sposato il progetto senza individualismi nè prese di posizione, a prescindere dal minutaggio garantito dall'allenatore. Soffermarsi sulla fredda cronaca della partita di oggi signiicherebbe sminuire quanto fatto da settembre a oggi, otto mesi di emozioni culminate anche con la vittoria in trasferta per 1-0 sul campo della Roma super favorita. Certo, oggi si poteva sperare in un approccio migliore alla gara anche sulla scorta della spinta di un ambiente che, alla lunga, si è affezionato a questi ragazzi e che sperava di poter vivere la favola sportiva fino in fondo. Non è andata così: onore all'Inter, che nel complesso ha meritato la qualificazione dominando in lungo e in largo tra le mura amiche, chapeau alla Salernitana per aver portato Salerno tra le prime otto in assoluto a livello giovanile. Sia solo un punto di partenza...
Gaetano Ferraiuolo