Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

Tutto pare sia scattato dal tentativo di adescare, avvicinare delle ragazze. La violenza cieca è partita tra le comitive. Sangue, coltelli, sgabelli impugnati a modi bastoni per colpire, ferire.

Tre giovani, tutti incensurati, sono rimasti feriti nella rissa che si è scatenata nella notte nella zone dei “baretti”, in vico Belledonne a Chiaia, zona della movida a Napoli. La Polizia è riuscita a individuare ed arrestare l'aggressore. Così gli agenti dell'ufficio Prevenzione generale hanno bloccato Emanuele R. che ora dovrà rispondere di tentato omicidio in concorso con altre persone ancora da individuare.

La lite è stata violentissima. Sono stati impugnati anche sgabelli e sedie all'esterno dei locali per aggredire senza pietà. Alla vista della pattuglia due di loro sono scappati.

Ed è ancora una volta sangue sulla movida napoletana.

Secondo una primissima ricostruzione due gruppi di ragazzi intorno alle 2.30, si sono fronteggiati tra i vicoletti di Chiaia dove avevano trascorso la serata, ne è scaturita una rissa con un bilancio grave: quattro giovani accoltellati.

Tra insulti e minacce, la tensione tra i ragazzi è degenerata nel giro di una manciata di secondi. I giovani hanno cominciato a spintonarsi e picchiarsi con calci, pugni e schiaffi finché uno di loro ha estratto un coltello ferendo violentemente quattro ragazzi, sia agli arti che al torace.

Pochi istanti dopo sono intervenuti sul posto i militari dell'Esercito Italiano e i poliziotti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura che si trovavano in zona per il regolare controllo di una delle aree cittadine, considerata a rischio nel week end. Un servizio predisposto ad hoc proprio per garantire l’ordine in zona.

I feriti sono stati trasportati durante la notte all'ospedale San Paolo, dove i medici hanno suturato le ferite da taglio riportate in varie parti del corpo dalle vittime.

Alla vista della pattuglia due di loro sono fuggiti in direzione via Fiorelli: inseguiti dai poliziotti, uno è stato bloccato: sugli abiti aveva tracce di sangue e sul viso evidenti segni di colluttazione.