Da vittime della criminalità organizzata a carnefici, entrati di ruolo nell'ambito criminale. Questo quanto emerge dall'operazione messa a segno nelle prime ore della giornata dalla squadra mobile della questura di Salerno ed i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Salerno nei confronti di tre persone di Cava de' Tirreni.
I reati contestati sono associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, usura pluriaggravata, estorsioni continuate aggravate dal metodo mafioso e intestazione fittizia di beni. Nell'ambito della stessa operazione sono state sequestrate due società nel settore dei trasporti privati e del noleggio e la vendita di autovetture ed eseguite perquisizioni nei confronti di altri 4 indagati, tra questi tre provenienti dall'area di Scafati – Castellammare di Stabia, coinvolti nell'attività di usura e riciclaggio.
Le misure cautelari riguardano Dante Zullo, già condannato per partecipazione ad associazione mafiosa, il figlio Vincenzo Zullo, sottoposto precedentemente alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di residenza e Vincenzo Porpora. Secondo gli inquirenti, Dante Zullo in più di una occasione avrebbe coinvolto nei propri traffici criminali quelle che precedentemente ne erano vittime. Lo stesso Vincenzo Porpora, titolare di una pescheria su Corso Mazzini di Cava de' Tirreni, era stato costretto a ricorrere a prestiti usurai per 6.800 euro, dovendo darne in cambio poi 3.800 come interessi.
Porpora poi successivamente ha fatto conoscere Dante Zullo a Giovanni Sorrentino, noto imprenditore cavese che opera nel settore del trasporto turistico che tra il 2014 ed il 2017, in seguito a continue violenze e minacce ha dovuto elargire oltre 150mila euro. Finendo totalmente asservito. Giovanni Sorrentino sarebbe stato indotto ad intestarsi in modo fittizio veicoli, un immobile e cavalli, mettendo a disposizione di Zullo e Porpora conti correnti della Travel Bus Sorrentino e ad assumere il figlio di Zullo e la moglie, pagandoli senza che lavorassero.
Altri sequestri hanno interessato la Sorrentino Car, nata nell'ambito del rapporto usuraio che legava Giovanni Sorrentino a Vincenzo Catania, di Castellare di Stabia. Le indagini comunque sono tutt'ora in corso e coinvolgerebbero almeno un'altra trentina di persone tra indagati e vittime. Il questore di Salerno Pasquale Errico ha commentato con soddisfazione l'operazione messa a segno. "Dobbiamo rendere pezzente la camorra - ha precisato - è questa la strada che noi stiamo percorrendo e ancora percorreremo".
Sara Botte