Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Cinquantamila euro per gli sfratti degli abusivi in città. E poi assegnazione degli alloggi ai legittimi destinatari. L'impresa, ardua, annunciata dall'Assessore alle Politiche Sociali, Teresa Mele. Questa mattina a via Francesco Tedesco. Per rispondere alle nostre denunce sulla condizione dei quartieri popolari. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio video di Ottopagine) 

La Mele ha annunciato che le nuove abitazioni, poco oltre il cimitero cittadino, sono destinate ai residenti degli attuali prefabbricati del post-terremoto. E ha approfittato dell'occasione per chiarire la questione che riguarda alloggi e sfratti in città.

«I rallentamenti sono dovuti a delle carenze di personale negli uffici. Problemi che ora abbiamo risolto. E' stato approvato il bilancio e stanziati 50mila euro per gli sfratti degli occupanti abusivi. Partiremo alla svelta. Per quanto riguarda via Francesco Tedesco già dalla prossima settimana: quando incontreremo nuovamente i cittadini per raccogliere anche le loro istanze».

Basta scuse quindi: per la questione alloggi ci sono sia i soldi che il personale che dovrà occuparsene. Attività che non riguarderanno solo la Ferrovia, ma anche gli altri quartieri popolari della città: Quattrograna, Rione Parco, Valle.

Una questione delicatissima. Che ha visto spesso i sindacati scendere in campo.

Ricorderete l'ultima denuncia di Assocasa. Quando è andata deserta una delle ultime commissioni organizzate sul tema.

Il segretario provinciale del sindacato, Elio Amodeo, affiancato dal referente Cgil, Fiorentino Lieto, parlava di: “Millequattrocento cittadini che abitano in case che sono tombe".

Un'evidenza alla quale si aggiunge la mancanza di un'anagrafe degli occupanti. Nonostante i cittadini paghino il canone d'affitto: un fallimento per il comitato di controllo.

Ora il Comune ha un'altra possibilità. E non può fallire: perché, sulla questione alloggi, si gioca spesso il futuro amministrativo della città. Voti raccolti in quella zona grigia dove sono la sofferenza e il bisogno a fare da padroni.

E' necessario sradicare il sistema consolidato se si vuole una città diversa.

Ce la faranno?

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