Ha rinunciato al riesame attraverso l'avvocato Renato Jappelli. Lui, l'indagato ritenuto il personaggio chiave del presunto traffico internazionale di droga tra Marocco, Spagna e Italia, che già dinanzi al gip Pilla aveva provato con una dichiarazione spontanea ad addossarsi ogni responsabilità, escludendo quelle degli altri, ha deciso di non contestare l'ordinanza di custodia cautelare a suo carico.
E' la scelta adottata per Antonio Minauro, 56 anni, di Solopaca, una delle ventuno persone arrestate lo scorso 16 maggio nell'inchiesta della Dda di Napoli e dei carabinieri della Compagnia di Montesarchio. Discussi invece dallo stesso legale i ricorsi presentati per Letizia Uccellini, 55 anni, e Diego Uccellini, 41 anni, rispettivamente moglie e cognato di Minauro, anche loro finiti in carcere.
Hanno offerto le loro argomentazioni ai giudici del Tribunale partenopeo, puntando a smontare le basi del provvedimento restrittivo, anche gli avvocati Angelo Leone e Mariacarmela Fucci.
Leone difende Pierluigi Goglia Calabrese, 42 anni, di Vitulano, e – con il collega Fabrizio Zarone -Basilio Tanzillo (l'unico ai domiciliari), 42 anni, di Solopaca, mentre Fucci assiste Gianfranco Di Donato, 28 anni, di Solopaca.
Come si ricorderà, Goglia Calabrese, imprenditore impegnato nel settore dell'export-import di carne, era stato uno dei pochi a non avvalersi della facoltà di restare in silenzio durante l'interrogatorio di garanzia. Aveva risposto, negando ogni accusa. Perchè – aveva sostenuto – sui suoi conti correnti non esiste alcuna traccia dei movimenti di denaro ipotizzati dagli inquirenti, secondo i quali quei conti correnti sarebbero stati il canale attraverso il quale sarebbero transitate le somme necessarie a Minauro per procedere all'acquisto della 'roba'. Quanto ai camion carichi di carni tra le quali sarebbe stata nascosta la droga, Goglia Calabrese aveva precisato di non essere proprietario di alcun mezzo, e che è solito prendere a noleggio quelli che gli servono per il suo lavoro.
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