Benevento

In apnea. In tensione. Ricordate la faccia senza emozioni di Fabio Cannavaro ai mondiali del 2006 mentre i suoi compagni tiravano i calci di rigore decisivi?. Lui sembrava immobile. Di ghiaccio. Fermo. Una statua. Nessuna emozione che trasparisse dal suo corpo e dal suo sguardo. Il mio secondo tempo di ieri è stato così. In piedi, immobile, braccia conserte e sguardo fisso sullo schermo. Come per magia tutti a casa hanno capito il mio stato d’animo e nessuno fra moglie e figli ha osato rivolgermi la parola o chiedermi qualcosa. Perfino al gol di Puscas, mentre Francesco faceva capriole sul divano, sono rimasto di ghiaccio; non ho nemmeno urlato… Dentro di me pensavo “non può essere vero..stamm’ vincenn’ ma mancano ancora 9 minuti. Può ancora accadere di tutto”. E’ finita con l’ultimo tiro del Grifo che passava fra una selva di gambe e con il pallone che ballonzolava lì’ a ridosso dell’area piccola. Quando l’arbitro ha fischiato la fine mi sono ritrovato in silenzio con il volto pieno di lacrime senza controllo; lacrime d’amore, quelle più belle, quelle che non si possono trattenere. In tasca con me avevo la foto di Carmelo; lui che a  Perugia aveva chiuso gli occhi per sempre, ha visto la partita con me. Insieme.  In fondo è un po’ anche la sua vittoria. Ho avuto l’impressione che il suo spirito veleggiasse sopra il Curi a protezione di una fede, di un amore che lui ha incarnato in pieno quasi a voler dire..”state tranquilli, c’ stongh io.”. Poi…..poi è partita la festa. Il telefono con 468 messaggi non letti di amici, colleghi, conoscenti di cui quasi avevo perso traccia che mi scrivevano congratulandosi per …”il MIO BENEVENTO”. Già… ho rotto talmente le pelotas a tutti cò stu cacchio e Benevent’  in questi quasi  30anni di permanenza nordica, che ieri sera tutti quelli che se lo ricordano hanno pensato bene di messaggiarmi. E adesso? Adesso mentre orde di juventini speranzosi stanno per fare rotta su Cardiff, il popolo giallorosso si sta mobilitando alla volta di…Carpiff. Cardiff e Carpiff. Due luoghi accomunati dalla passione per chi vi si recherà. Ma del primo al sottoscritto… “non gliene può fregà de meno”. Conta il secondo. Anche se dovrò mantenere la mia promessa. Indossare sabato sera una maglia bianconera. Ieri sul nostro gruppo “vuozzap” nordico è partita una simpatica scommessa: cosa avreste fatto in caso di passaggio turno?. ho lanciato la provocazione che avrei indossato la maglia bianconera in occasione della finale di Cardiff proprio io che la Juve nunn ‘a pozz suppurtà. Sfida raccolta per par condicio da amici bianconeri che a loro volta saranno costretti ad indossare la maglia del Napoli. E non finisce qui perché grazie al tam tam mediatico so anche l’eco di tale scommessa provocatoria è arrivato fin nel Sannio con un amico sfegatato bianconero che proprio stamattina ha indossato la maglia nerazzura dell’Inter postando lo scatto su FB. Tutto questo Sabato, perché domenica ci sarà solo un unico doppio colore giallorosso a riprendersi la scena principale. Passeremo da Cardiff a Carpiff e sono sicuro, sarà molto più emozionante in fatto di partecipazione, amore, desiderio di poter coronare un sogno unico, mai visto, mai raggiunto. In fondo la Champions  League si ripropone ogni anno, arrivare in serie… (prima lettera dell’alfabeto innominabile oggi), è un qualcosa di unico che resterà per sempre indelebile nei cuori e nella piccola storia di tutti noi. L’Italia  giallorossa si sta riunendo; sono convinto che dalle Alpi alla Sicilia stamattina ognuno di noi si sentirà un po’ più orgoglioso, col petto in fuori; sentiremo un pò di più il nome Benevento echeggiare nei negozi, negli uffici, per strada. Eravamo i “mai sentiti”, “mai visti”, ci definivano Beneventini o Beneventesi. Un anno è bastato e potrebbe non essere finita qui per farci conoscere ancora di più. Ed allora… allora tutti in viaggio per Carpiff; chi potrà farlo fisicamente dovrà esserci anche per i tanti che non potranno recarvisi e dovrà strillare anche per loro. Oggi siamo ovunque. Domenica sera dovremo essere tutti a Carpiff. Domenica sera Cardiff sarà solo un lontano ricordo… 

Marcel Proust diceva che: “Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo.” Ed allora sogniamo tutti insieme, in fondo il nostro sogno si chiama Carpiff...

Scugnizzo69