Benevento

Ha scelto il rito abbreviato, che prevede, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena, Umberto Cavuoto (avvocato Antonio Leone), 59 anni, di Benevento, che nell'agosto 2016 era finito agli arresti domiciliari- a dicembre era poi tornato in libertà - per usura aggravata ai danni di una commerciante di origini straniere. L'accusa gli era stata contestata dalla Squadra mobile, che, come si ricorderà, lo aveva fermato lungo la stradina che da via Rummo si inerpica fino al Corso Garibaldi. Aveva ritirato 200 euro, in banconote segnate, dalla titolare di un negozio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quel denaro altro non era che una tranche degli interessi, ritenuti usurari, da versare su una somma iniziale di 1700 euro.

Una circostanza che l'allora indagato aveva escluso quando era stato interrogato, sostenendo che si trattava soltanto di una minima parte – l'unica fino a quel momento riscossa – di un prestito di 1100 fatto alla donna, legata da un rapporto di amicizia con la moglie. Nella stessa occasione aveva anche aggiunto che sarebbe stata la stessa donna a promettergli all'epoca un 'regalo' per ringraziarlo del gesto di cui era stata beneficiaria, e che per questo, di fronte al mancato rispetto dell'impegno – il rimborso dell'importo avuto -, l'aveva sollecitata.

Una versione opposta a quella del pm Maria Gabriella Di Lauro e della Mobile su una vicenda al centro di un'inchiesta nella quale figurano anche le registrazioni di alcune conversazioni, ambientali e telefoniche, operate con un telefonino da una familiare della commerciante.

Questa mattina era in programma l'udienza preliminare dinanzi al giudice Loredana Camerlengo, nel corso della quale è stata avanzata la richiesta del rito alternativo. Prossimo appuntamento il 12 ottobre.

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