Benevento

Il caldo ha giocato un brutto scherzo ad una ragazza. Era in fila con gli altri volontari di un'associazione quando si è accasciata sull'asfalto di piazza IV Novembre. E' stata subito soccorsa, fiato sospeso per qualche minuto. Nulla di grave, per fortuna. Unico imprevisto di un appuntamento – la festa per i 71 anni della Repubblica – che si è svolto secondo un canovaccio all'insegna di una scontata ritualità protocollare, restituendo la sensazione, purtroppo non nuova, di un'autoreferenzialità di cui si farebbe volentieri a meno.

Scarsa partecipazione popolare – una tendenza che va avanti da tempo, e non perchè sia calato l'attaccamento ai valori che i momenti simbolici testimoniano-, inevitabile chiedersi quale senso abbia la lunghissima teoria dei ringraziamenti nominali; e come sia possibile dimenticare che carta stampata e tv sono, e non da oggi, i supplementari ed il secondo tempo dell'informazione on line. Che corre velocissima e racconta.

Ad illuminare la manifestazione, chiusa dal sindaco junior di San Marco dei Cavoti, Carmine Pio Capone, c'ha pensato l'arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca, con il suo invito al “genio italiano, che troppo spesso subisce gli effetti di un complesso d'inferiorità, perchè ritrovi la forza indispensabile ad elaborare un nuovo diritto”. L'obiettivo è la formazione di “menti critiche, aperte e solidali, in grado di normare un diritto che tenga conto delle particolarità, per una legge della giustizia, per una giustizia come legge”.

Il prefetto Paola Galeone ha evidenziato che nel nostro “territorio si stanno realizzando esperienze positive di integrazione per quanti fuggono dalla guerra ed hanno diritto alla protezione”. Vero, come il dato delle inchieste in corso sull'accoglienza ai migranti. Il vice sindaco di Benevento Erminia Mazzoni, che ha sostituito il primo cittadino Clemente Mastella, convalescente dopo un intervento, ha sottolineato, citando Roberto Benigni, la “bellezza della nostra Costituzione e la fortissima attualità dei suoi principi fondamentali, in parte o superficialmente attuati”.

Lavoro, ripudio della guerra, pari opportunità e dignità sociale in un incrocio di diritti e doveri. Temi contenuti in una Carta che “può essere ammodernata” attraverso uno sforzo che necessita di “idee chiare e capacità di esprimerle”. Superando – ha affermato Claudio Ricci, presidente della Provincia – “lo scollamento tra le istituzioni e la cittadinanza: le prime sono vissute con rassegnazione da chi le rappresenta, e come un peso dalla gente”. Ecco perchè “va recuperato il rispetto dell'altro”, abbandonando la pratica, diffusissima soprattutto in politica, della demolizione dell'avversario. Auguri, Repubblica.

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