di Andrea Fantucchio
Da un lato il razzismo più abietto, dall'altro un gesto simbolico che dà alla xenofobia un bel calcio del sedere. I protagonisti della storia: Isaac Donkor, ex calciatore dell'Avellino, e il governatore del Veneto, Luca Zaia. Nel mezzo il social, strumento spesso demonizzato, che questa volta si è dimostrato un antidoto straordinario per combattere il veleno del razzismo che aveva contribuito a diffondere.
Andiamo con ordine.
Qualche giorno fa Zaia ha postato una foto su Facebook. Scatto che lo ritraeva sorridente in compagnia di Donkor. Scatenando un vespaio di insulti offensivi rivolti all'ex calciatore biancoverde.
Fra gli altri: "Ma 'sto qua è appena arrivato con il barcone dall'Africa, altro che Inter. Pare un profugo, perdi punti", e per non farsi mancar nulla, "Pur di vincere arriverà il giorno in cui andrete a elemosinare voti a loro".
Zaia ha risposto in modo inequivocabile: "Caro, il Veneto, che amministro, ha 517mila immigrati regolari, gente perbene. Siamo la terza regione in Italia per numero di immigrati. Chi viene qui con un progetto di vita e sposa i nostri valori è benvenuto. Per gli altri tolleranza zero. Spero di essere stato chiaro".
Una reazione che, considerata l'appartenenza politica di Zaia, ha inevitabilmente spaccato il variegato pubblico del web. Mentre gli autori dei post razzisti hanno rincarato la dose, attaccando ferocemente il governatore, dall'altro c'era chi si è complimentato con lui per l'esempio dato. Un querelle virtuale che, però, ha presto lasciato l'ampio recinto della rete. Diffondendosi attraverso le televisioni.
Il caso, ormai,è montato.
Zaia ha intanto ripostato la foto con Donkor aggiungendo in un'intervista all'Ansa: «Lo rifarei mille volte. le critiche dipendono dal fatto che nella foto con me non aveva la maglia dell'Inter? Se l'avesse avuta non avrebbero aperto bocca»
Due considerazioni: la prima, inequivocabile, è che il mondo sia pieno di imbecilli pronti a soffiare sul fuco del pregiudizio, alimentato razzismo e xenobia. Dall'altro gesti come quelli di Zaia rappresentano la cura a questo stato di cose.
Il governatore ha voluto probabilmente dimostrare che la Lega, storicamente avversa all'immigrazione incontrollata, non presta comunque il fianco al razzismo più becero.