Benevento

E' andata come è andata la finale di Champions: l'ha alzata il Real quella coppa, per la dodicesima volta. Per la settima volta, la quinta consecutiva, la Juventus invece è uscita a bocca asciutta.
C'è chi ha vinto, però, una coppa che non ha grandi orecchie ma molto di più: un grande cuore.

Se Cardiff rimarrà una sconfitta indelebile per gli juventini, Cardiff resterà anche un trionfo totale per lo sport, per il cuore...grazie a Francesco.
Ve l'avevamo raccontato: Francesco è un ragazzino di Montesarchio, dolcissimo, intelligente, travolgente nella sua simpatia. Un ragazzino speciale con un grande amore, la Juventus, ma solo se guardata assieme allo zio Alfredo, che lo porta ovunque.

L'ha portato anche a Cardiff, dopo mille peripezie per trovare un biglietto: si è mosso il web, si sono mossi i social. Le distanze, le rivalità, l'odio idiota si sono polverizzate: tutti uniti per cercare di regalare un sorriso a quel bimbo, tutti uniti nella consapevolezza che saperlo a Cardiff avrebbe riempito il cuore, di qualunque colore. La prima vittoria di Francesco, per goleada.
E grazie a qualche cuore grande Francesco a Cardiff ci è andato: con lo Zio e altri amici, che hanno documentato il viaggio.
No, non è stata una semplice trasferta, per quanto si possa definire semplice trasferta l'andare ad assistere ad una finale di Champions League tra le due squadre più forti del mondo.

Guardare quelle foto, quei video postati da Alfredo è stato un vero e proprio manifesto, di quelli che valgono mille volte in più dei manifesti che escono dalle tavole rotonde, dagli incontri politici tra burocrati.
Francesco che sorride e che eccitato intona cori in viaggio, Francesco che in aereo intona alla perfezione la formazione della Juventus, Francesco che in albergo, a Luton, crolla e si addormenta abbracciando lo zio come fosse la Champions.
Perché per Francesco in effetti quella è la Champions: non la partita, non il trofeo. Ma un'avventura accanto allo zio, conoscere il mondo con il divertimento della Juve, ma grazie all'amore che dà, e che riesce a tirar fuori da chi gli sta vicino.

E alla fine, purtroppo, anche le lacrime per Francesco: non ce l'ha fatta a trattenerle dopo i gol di Ronaldo e Casemiro. Ma le dimenticherà, siamo sicuri: resterà un'avventura da ricordare, forse come la più bella della sua vita fino ad ora.
E agli altri resterà il manifesto scritto da Francesco: non esiste l'odio, non esiste la rivalità se non come accessorio divertente per la partita. Ogni gara è un'avventura da guardare, da seguire con curiosità e con il sorriso. Ogni gara è l'occasione per scaldare il cuore di chi gli sta attorno, a prescindere dalla fede calcistica.

In un calcio alla deriva, con i social a fare da cassa di risonanza per odi imbecilli e insulsi, Francesco col suo sorriso ha spazzato via tutto. Si nomini questo bambino ambasciatore di questo sport: riuscirebbe sicuramente di più di canuti ex calciatori imborghesiti, che hanno imparato il linguaggio inascoltabile dei burocrati. Si scelga Francesco per insegnare i valori del calcio e dello sport, sarebbe una scelta vincente. Perchè lui a Cardiff ha vinto, e di goleada pure.  Grazie, Francesco. 

Cristiano Vella