Salerno

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Enzo Lodato, tifosissimo della Salernitana residente a Cava letteralmente innamorato dei colori granata e del cavalluccio marino e sempre presente non solo sugli spalti insieme al figlio Francesco, ma anche all'esterno del "Volpe" ogni qual volta la squadra ha bisogno di una spinta importante per arrivare alla vittoria. Ecco i suoi "consigli per gli acquisti" alla società e il suo appello alla tifoseria:

"Siamo reduci da una stagione che io definisco assai positiva: non è scritto da nessuna parte si debba vincere tutto e subito, dopo aver visto decenni di campionati fallimentari mo godo una salvezza tranquilla e la vittoria finale nel derby con l'Avellino in uno stadio riempito da quelli di sempre e non da chi sale sul carro solo quando bisogna festeggiare. Sono convinto, prendetemi per pazzo, che Salerno abbia un potenziale da Champions League: la nostra tifoseria non è seconda a nessuno in Italia e in Europa, quando vogliamo possiamo davvero fare la differenza. E' chiaro, però, che ultimamente si sta creando un clima di malcontento che cozza con quei valori che ci insegnavano in passato, quando non contavano presidenti, dirigenti e calciatori, ma semplicemente la maglia: come si fa a restare in silenzio per un tempo contro la Spal regalando tre punti a un avversario o a fischiare Joao Silva che, a prescindere dal valore tecnico, è un nostro giocatore e va incoraggiato dal primo al novantacinquesimo? Dobbiamo fare tutti un salto di qualità, se davvero vogliamo la A è necessario crescere come piazza: basta contestazioni inutili, basta polemiche social, basta peccare di memoria corta. Ci sono città molto più importanti di noi che si ritrovano in serie D, cerchiamo di essere umili e di ricordare che, nella nostra storia, siamo stati in A soltanto due volte e con diverse tragedie ancora da smaltire. Ricordo ancora le polemiche quando non prendemmo Crimi, una riserva che avrebbe appesantito di 350mila euro il monte ingaggi: così non va, c'è una mentalità da rivedere.

Questo non significa che non dobbiamo essere ambiziosi e in qualche momento ho avuto perplessità sulle reali intenzioni di una società che, comunque, ci ha permesso di arrabbiarci per questioni tecniche e non per penalizzazioni, sentenze e stipendi non pagati come purtroppo accadeva sempre in passato. Ora mi aspetto qualcosa in più da Lotito e Mezzaroma: preferisco costruire pian piano il futuro lavorando sulle strutture e sul settore giovanile piuttosto che andare subito in A spendendo milioni e milioni di euro e fare la fine degli anni scorsi. Un grande progetto si costruisce nel tempo, la Salernitana ha bisogno di una base più stabile e la priorità non deve essere il grande colpo di mercato. Le storie Rosina e Schiavi insegnano che a volte siamo noi tifosi per primi ad andare dietro ai grandi nomi, dimenticando che hanno un costo e che non sempre spendere tanto significa assicurarsi un grande giocatore. Do un solo consiglio a Lotito e Mezzaroma. Tutti siamo felici del rendimento di Minala, delle parate di Gomis o delle giocate di Improta, ma ognuno di loro è tornato a casa propria e a Salerno è stato solo di passaggio. Si abbia la forza e il coraggio di investire sui giovani, di spendere questi 5 milioni in calciatori di 24-25 anni che rappresenteranno un patrimonio tecnico ed economico per i prossimi 3-4 anni e che ci permetteranno di avere una base solida. Basta triennali a gente che non ha vinto nulla in carriera, basta puntare sui prestiti degli over 30: si peschi anche nelle categorie inferiori, si spenda il necessario per gente affamata, che ha voglia di emergere e che diventi una sorta di bandiera per la Salernitana. Possibile che qui non si possa fare un progetto come a Crotone? Possibile che la proprietà non capisca che comprare Iemmello a 3 milioni di euro oggi significa assicurarsi un vero bomber e rivenderlo al triplo tra 2-3 anni? La qualità, quella vera, ha un costo ed è nell'interesse di tutti che Lotito, Mezzaroma e Fabiani cambino strategia, ricordando che la prossima serie B sarà un inferno e che sarà già difficile mantenere la categoria. Noi tifosi faremo la nostra parte: abbonamento, sostegno incondizionato, fattore dodicesimo garantito. Chi va dietro al nome ancora non ha capito nulla: meglio un Cerri domani che un Rosina oggi, dicevo esattamente un anno fa. Ora e sempre forza Salernitana, una delle ragioni della mia vita!"

Gaetano Ferraiuolo