Salerno

Quando arrivò a Salerno nel 2003 su precisa indicazione del compianto direttore sportivo Carmine Longo, in città traspariva un certo scetticismo. La Salernitana, appena retrocessa, per tornare immediatamente in serie B avrebbe forse avuto bisogno di una guida tecnica con maggiore esperienza e con qualche vittoria pesante alle spalle, invece la società decise di puntare su un allenatore giovanissimo e che aveva fatto le fortune della Primavera del Chievoverona e del Bologna. Alla fine ha avuto ragione Longo, dal momento che Stefano Pioli fece capire dal primo allenamento di essere un predestinato, un mister capace, attento e scrupoloso consapevole di giocarsi tantissimo a Salerno. Scalzato Eziolino Capuano e ritrovatosi a guidare i granata in B dopo il ripescaggio, Pioli fu artefice di una sorta di miracolo sportivo; nella B forse più difficile degli ultimi 15 anni, Bombardini e compagni riuscirono a vincere partite indimenticabili (Palermo, Torino, Cagliari su tutte) cullando il sogno promozione prima di un calo vertiginoso e fisiologico nel girone di ritorno, quando Aliberti lo blindò nonostante le sei sconfitte consecutive e la contestazione della piazza.

Negli anni successivi, Pioli ha fatto cose straordinarie quasi ovunque: ottime le stagioni alla guida di Modena, Piacenza, Grosseto, Chievo, Sassuolo, Bologna e Lazio, negativa l'esperienza di pochi mesi fa all'Inter coincisa con uno dei pochi esoneri della sua carriera. E' notizia di oggi- ma si sapeva ormai da tempo- che il mister ripartirà dalla Fiorentina, club nel quale è cresciuto come calciatore e che evidentemente è nel suo destino. Proprio contro i viola, infatti,vinse la sua prima partita da allenatore professionista grazie a un gol di Alessandro Tulli: si giocava all'Arechi, sugli spalti c'erano 15mila spettatori e in zona Cesarini un super Botticella e un miracolo di Breda permisero alla Salernitana di conquistare il primo successo stagionale. Nella sfida di ritorno, invece, i granata persero per 1-0, ma reclamarono a lungo con l'arbitro Tagliavento, lo stesso designato all'andata: Riganò, infatti, segnò stoppando il pallone con entrambe le mani, nella ripresa invece fu negato un rigore solare per fallo di Comotto su Bogdani. 14 anni dopo quello è diventato il suo stadio: Salerno, che lo ha apprezzato prima come uomo e poi come professionista, lo seguirà con affetto e riconoscenza...

Gaetano Ferraiuolo