Durante la festa "Di padre in figlio" dedicata interamente alla Lazio e alla sua tifoseria, il presidente Claudio Lotito ha raccontato un aneddoto relativo a Simone Inzaghi, fresco di rinnovo. Parole che fanno indubbiamente riflettere: "Quando sono arrivato alla Lazio deciso subito di prolungargli il contratto di 4,3 milioni che era in scadenza, proponendogli 5,3 milioni. In quei mesi era ancora calciatore, non aveva ancora deciso di appendere le scarpette al chiodo. Ci confrontammo su diversi argomenti, mi disse che apprezzava il fatto che ero sempre presente nel mio ufficio anche a costo di alzarmi alle cinque del mattino: questa mia dedizione fu apprezzata e mi promis che avrebbe sottoscritto quell'accordo. Gli chiesi cosa volesse fare da grande, lui disse che voleva fare l'allenatore e gli promisi che, alla lunga, lo avrei accontentato. L'anno scorso sono successe un po' di cose: lui aspettava di firmare il contratto con la Salernitana, chiedeva continuamente quando avremmo messo nero su bianco. Io avevo in testa altro,ma non glielo dicevo ed era un discorso a prescindere dal destino di Bielsa. Un giorno lo chiamai, era a Milano Marittima: in due ore arrivò a Formello, pensando di dover firmare il contratto per la Salernitana e invece per lui ci fu quello con la Lazio".
Come ricorderete, lo scorso anno la tifoseria granata insorse sentendosi una sorta di "succursale" della Lazio e queste parole danno spazio ad un quesito: se Lotito, come ha detto, aveva già deciso di collocare Inzaghi sulla panchina della Lazio, perchè la programmazione della Salernitana è partita in ritardo? La speranza è che queste situazioni appartengano esclusivamente al passato.
Gaetano Ferraiuolo